Atto d'offerta all'Amore Misericordioso

Possediamo tre autografi dell'Atto d'Offerta, il primo è stato scritto tra il 9-11 giugno 1895, con una scrittura molto accurata e alcune parole evidenziate. Teresa lo portava sul cuore.

Racconta suor Genoveffa: "Era il 9 giugno, giorno della Festa della SS. Trinità, uscendo dalla Messa, con lo sguardo tutto infiammato, respirando un santo entusiasmo, Teresa mi trascinò senza proferire parola da Nostra Madre, allora era suor Agnese di Gesù. Le raccontò, davanti a me, come si era offerta Vittima di Olocausto all'Amore misericordioso, chiedendole il permesso di consacrarci insieme. Nostra Madre, troppo occupata in quel momento, permise senza comprendere troppo di che cosa si trattava. Rimasta sola, Teresa mi confidò la grazia che aveva ricevuto e si mise a comporre un atto di offerta che pronunciammo ufficialmente insieme due giorni dopo, l'11 giugno" (Souvenirs intimes, 1909, p 269, testo inedito).

Il testo venne sottoposto al Padre Lemonnier, missionario della Délivrande, che - pur approvandolo - chiese una correzione apportata poi da Teresa. Sostituì infatti "infiniti" con "immensi".

ATTO D'OFFERTA di me stessa, Vittima d'Olocausto all'Amore Misericordioso di Dio

O Dio! Trinità Beata, desidero Amarti e farti Amare, lavorare per la glorificazione della Santa Chiesa salvando le anime che sono sulla terra e liberando quelle che soffrono in Purgatorio. Desidero adempiere perfettamente la tua volontà e arrivare al grado di gloria che mi hai preparato nel tuo regno, in una parola, desidero essere Santa, ma sento la mia impotenza e ti chiedo, o Dio, di essere tu stesso la mia Santità.

Poiché mi hai amato fino a donarmi il tuo unico Figlio perché fosse mio Salvatore e mio Sposo, i tesori infiniti dei suoi meriti sono miei, te li offro con letizia, supplicandoti di non guardarmi che attraverso il Volto di Gesù e nel suo Cuore ardente d'Amore.

Ti offro anche tutti i meriti dei Santi che sono in Cielo e sulla terra, i loro atti d'Amore e quelli dei Santi Angeli. Infine ti offro, o Beata Trinità, l'Amore e i meriti della Santa Vergine, mia madre, proprio a lei consegno la mia offerta, pregandola di presentartela. Il Suo Divin Figlio, mio Sposo Amato, nei giorni della sua vita mortale, ci disse: "Tutto ciò che domanderete al Padre mio, nel nome mio, Egli ve lo darà!" Sono dunque certa che esaudirai i miei desideri. Lo so, mio Dio, "più vuoi donare, più fai desiderare" (Giovanni della Croce, Lettera 15). Sento nel mio cuore desideri immensi ed è con fiducia che ti domando di venire a prendere possesso della mia anima. Non posso ricevere la Santa Comunione così spesso come lo desidero, ma, Signore, tu non sei l'Onnipotente? Rimani in me, come nel tabernacolo, non allontanarti mai dalla tua piccola ostia.

Vorrei consolarti per l'ingratitudine dei cattivi e supplicarti di togliermi la libertà di dispiacerti; se per debolezza qualche volta cado, all'istante il tuo Sguardo Divino purifichi la mia anima consumando tutte le mie imperfezioni, come il fuoco che trasforma tutto in se stesso.

Ti ringrazio, mio Dio, per tutte le grazie che mi hai accordato, in particolare per avermi fatta passare per il crogiolo della sofferenza. È con gioia che ti contemplerò nell'ultimo giorno con in mano lo scettro della Croce. Poiché ti sei degnato di farmi partecipe di questa Croce così preziosa, spero in Cielo di rassomigliarti e di vedere brillare sul mio corpo glorificato le sacre stigmate della tua Passione.

Dopo l'esilio della terra, spero di venire a godere di te nella Patria, ma non voglio ammassare meriti per il Cielo, voglio solo lavorare per tuo amore, con l'unico intento di piacerti, di consolare il tuo Sacro Cuore e di salvare anime che ti ameranno eternamente.

Alla sera di questa vita (Giovanni della Croce, Massima 70), mi presenterò davanti a te a mani vuote, non ti chiedo infatti, Signore, di contare le mie opere. Tutte le nostre giustizie sono imperfette ai tuoi occhi (Is 64,6). Voglio quindi rivestirmi della tua stessa Giustizia e ricevere dal tuo Amore il possesso eterno di Te stesso. Non voglio altro trono e altra corona che Te, mio Amato!

Ai tuoi occhi il tempo è nulla, un giorno solo è come mille anni (Sal 89,4), tu puoi quindi, in un istante, prepararmi a comparire dinanzi a te.

Per vivere in un atto di perfetto Amore mi offro Vittima d'Olocausto al tuo Amore Misericordioso, supplicandoti di consumarmi senza sosta, lasciando traboccare nella mia anima i flutti di tenerezza infinita racchiusi in te e così divenga Martire del tuo Amore, mio Dio!

Questo martirio, dopo avermi preparata a comparire dinanzi a te, mi faccia infine morire e la mia anima si slanci, senza ritardi, nell'eterno abbraccio del tuo Amore Misericordioso.

Voglio, mio Amato, ad ogni battito del cuore rinnovarti quest'offerta un numero infinito di volte, fino a che, svanite le ombre, possa dirti di nuovo il mio Amore in un Faccia a Faccia eterno!

Maria Francesca Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, rel. carm. ind.

Festa della Santissima Trinità, 9 giugno dell'anno di grazia 1895.