Breve profilo del Carmelo

A differenza di altri Ordini religiosi, l'Ordine del Carmelo non si rifà a un fondatore ben distinto, quanto piuttosto a un gruppo di iniziatori, i cui nomi non ci sono pervenuti.

Nel XII secolo alcuni pellegrini, probabilmente ex-crociati, si erano stabiliti sul Monte Carmelo, in Terra Santa, per vivere nell'imitazione di Cristo, sullo stile del profeta Elia e il modello della Vergine Maria. Qui costruirono una chiesetta dedicata a Maria e, attorno ad essa, il loro eremo. Tra il 1206 e il 1214, dietro loro richiesta, il Patriarca di Gerusalemme, Sant'Alberto, diede loro una norma di vita.

Dopo pochi decenni, però, furono costretti a trasferirsi in Occidente, a motivo dell'espansione arabo-musulmana. Con la caduta del regno latino di Gerusalemme (1291) sfumò definitivamente la speranza di un ritorno nella terra d'origine. L'Ordine, sorto come eremitico, si avviò inevitabilmente verso la trasformazione in Ordine mendicante.

Nei secoli XIV e XV i Carmelitani seguirono nelle grandi linee lo sviluppo e il declino degli altri Ordini mendicanti, fino a giungere ad un progressivo rilassamento della vita religiosa, sfociato poi nelle mitigazioni della Regola.
La riforma teresiana

Movimenti di riforma iniziarono già nella seconda metà del secolo XV (Mantova e Albi). È in questo periodo che, sotto il Generale Giovanni Soreth (1394-1471), vennero fondate le Monache Carmelitane. La riforma che ebbe maggiore sviluppo, fu quella avviata in Spagna da Teresa di Gesù.

Il suo grande lavoro di riforma incominciò da se stessa. Ella fece il voto di seguire sempre ciò che è più perfetto, e si determinò ad osservare la regola con la maggiore perfezione possibile (V 32, 9). Un gruppo di monache radunate nella sua cella, ispirandosi alla primitiva tradizione del Carmelo ed alla riforma scalza di San Pietro di Alcantara, decisero la fondazione di un monastero di tipo eremitico. Il 24 agosto del 1562, fu eretto il nuovo monastero dedicato a San Giuseppe. Poi a Duruelo, con San Giovanni della Croce ed Antonio di Gesù, si fondò il primo convento dei Fratelli Scalzi nel novembre 1568.
Lo sviluppo della riforma teresiana

Non compresa e non accettata da parte dell'Ordine, la riforma dovette chiedere a Roma la separazione giuridica (1593). Da allora esistono due famiglie religiose, i Carmelitani dell'Antica Osservanza e i Carmelitani Scalzi o Teresiani, ciascuna con le sue Costituzioni e un governo proprio. Nel 1600, i Carmelitani Scalzi d'Italia venivano eretti da Clemente VIII nella Congregazione di S. Elia, che assumeva un marcato carattere missionario.

Già due anni dopo la morte di Teresa di Gesù (1582), i Carmelitani Scalzi giungevano a Genova, per fondare il primo convento dell'Ordine fuori di Spagna; animatore dell'impresa era P. Nicolò Doria. Da questo convento di S. Anna presto il Carmelo teresiano si sarebbe diffuso per tutta l'Europa; nel medesimo tempo, dalla Spagna e dal Portogallo, si partiva per fondare in America Latina. Anche le Monache Scalze vennero a Genova, nel 1590, diffondendosi poi per tutta l'Italia e l'Europa e giungendo anche a Praga.
Spiritualità

La riforma introdotta da Teresa e da Giovanni della Croce volle essere una superiore quanto delicata fusione tra l'ideale contemplativo, proprio dei primi eremiti del Monte Carmelo, e l'ideale apostolico che animò profondamente i due Santi riformatori. Questa mirabile sintesi spirituale può essere schematizzata nei seguenti binomi:

    intensa ricerca di Dio, proteso sull'uomo, e grande attenzione all'uomo, assetato di Dio;
    comunione con Dio, alla sequela di Cristo, e comunione con la Chiesa, seguace di Cristo;
    riposo dell'animo nella pratica dell'orazione e sforzo ascetico di purificazione;
    quiete in Dio e inquietudine per la salvezza del mondo;
    gusto delle cose spirituali e senso del concreto;
    solitudine, silenzio, ritiro e zelo delle anime, dottrina universale, slancio missionario.

La spiritualità del Carmelo si basa sulla dottrina di Teresa di Gesù e di Giovanni della Croce, proclamati Dottori della Chiesa, ed è unanimemente riconosciuta come il supporto fondamentale della teologia ascetica e mistica. Questa dottrina, che prende il nome di Scuola teresiana, è stata successivamente arricchita dall'esperienza e dagli scritti di altre figure carmelitane, quali Teresa di Gesù Bambino (dal 1997 Dottore della Chiesa), Elisabetta della Trinità e Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein). Caratteristico della spiritualità carmelitana è lo spiccato cristocentrismo. Al cuore della vita spirituale risplende la figura di Cristo, che l'anima cerca per mezzo delle virtù teologali (fede, speranza, amore) e ascetiche (umiltà, carità, distacco) intraprendendo il cammino dell'orazione amorosa.

Da questa spiritualità profondamente mistica e coraggiosamente ascetica fiorisce, fin dal XVII secolo, l'ideale missionario. Basti pensare che la prima Congregazione di Propaganda Fide (1600) fu in gran parte opera dei Carmelitani Teresiani, ed ebbe il notevole apporto dal grande missionario spagnolo P. Tommaso di Gesù. I primi missionari italiani si recarono in Persia (1604); in seguito fondarono a Malta, nelle Indie, in Mozambico e Madagascar, in Cina ed Estremo Oriente.
Il Carmelo e i laici

Originaria e fondamentale è la consacrazione dell'Ordine a Maria, Madre e Regina del Carmelo. Segno di questa speciale consacrazione alla Vergine è lo Scapolare, che ogni religioso indossa come parte del suo abito, poiché è proprio della madre vestire i figli. Innumerevoli sono i laici che indossano lo Scapolare; desiderando raggiungere la santità dentro quel solco che è il Carmelo, nutriti della sua spiritualità e sostenuti dalla sua preghiera.

Nel Medioevo molti cristiani volevano legarsi agli Ordini religiosi allora fondati: Francescani, Domenicani, Agostiniani, Carmelitani. Sorse un laicato associato ad essi per mezzo di Confraternite. Gli Ordini religiosi provvidero a dare ai laici un segno di affiliazione e di partecipazione al loro spirito e apostolato. Questo segno era costituito da una parte significativa dell'abito: cappa, cordone, scapolare.

Tra i Carmelitani si stabilì lo Scapolare, in forma ridotta, come espressione d'appartenenza all'Ordine e di condivisione della sua devozione mariana. Ormai lo Scapolare della Vergine del Carmine è un segno approvato dalla Chiesa e proposto dall'Ordine Carmelitano come manifestazione dell'amore di Maria per noi e come espressione di fiducia filiale da parte nostra in Lei, di cui vogliamo imitare la vita.