Elia nella tradizione ebraica

Elia nella liturgia ebraica è presente nel rito di Pesach: un posto è lasciato vuoto proprio per richiamare la sua presenza. Racconta Chouraqui: "il mondo in cui noi vivevamo era popolato da presenze ineffabili di cui eravamo i soli a conoscere il segreto. Il profeta Elia quindi era seriamente atteso in ogni pasto di Pasqua, in ogni famiglia. Gli si preparava sedia e coperto".

Narrano le leggende ebraiche che la pelle del capro sacrificato da Abramo servì ad Elia come cintura. Elia è considerato il patrono degli studenti della Torah e interviene nelle difficoltà legate allo studio "Si conserverà tutto questo così fino alla venuta del profeta Elia" afferma il trattato talmudico delle Benedizioni (24a). Ruolo di maestro e guida che anche i carmelitani sottolineeranno.

Nel rito della circoncisione Elia è considerato presente. Edith proprio nel giorno in cui la Chiesa fa memoria della circoncisione di Gesù, ricevette il Battesimo.

Negli ultimi giorni sarà ancora Elia che raccoglierà il popolo sparso sulla terra: "Se i vostri sono ai quattro angoli del cielo, da là le parole del Signore, vostro Dio, vi riuniranno alla voce di Elia, il grande prete e da là Elia vi condurrà per le mani del Messia Re".