Dal 23 al 30 gennaio 2013, presso il Monastero delle Carmelitane Scalze di Digione-Flavignerot, in forma strettamente privata, ha avuto luogo la ricognizione canonica dei resti mortali della Beata Elisabetta della Trinità (Elisabeth Catez, 1880-1906). I lavori di ricognizione e di conservazione si imponevano ormai tempo perché l’ultima ricognizione era stata effettuata nel settembre 1984, in prossimità della beatificazione. L’Arcivescovo di Digione, Mons. Rolland Minnerath, come richiesto dall’Istruzione Sanctorum Mater, ha autorizzato e presieduto i lavori. I membri del Tribunale, nominati dallo stesso Arcivescovo, hanno proceduto quindi all'apertura del reliquiario in legno, e il medico, dopo averne valutato lo stato di conservazione, ha richiesto di procedere al trattamento dei resti mortali, che è stato subito eseguito da uno specialista in materia. Le reliquie sono state poi ricomposte in un nuovo reliquiario in plexiglas traslucido, che in seguito sarà collocato solennemente nella nuova urna, attualmente in fase di studio e progettazione. Sul nuovo reliquiario è fissata una targa in ottone che ricorda la beatificazione del 25 novembre 1984, con la scritta: Vado alla Luce, all'Amore, alla Vita. Sugli altri lati è inciso lo stemma del Carmelo e una fiamma a tre intensità di colore, simbolo della SS. Trinità; mentre sul coperchio dello stesso reliquiario è inciso il nome nuovo di Elisabetta, Laudem gloriæ.
L'Arcivescovo e i membri del Tribunale hanno sigillato il nuovo reliquiario, dopo avervi deposto la pergamena del processo di ricognizione. Elisabetta ha potuto così “sostare” qualche ora nella cappella del “suo” monastero e nella “sua” cella, prima di far ritorno, sempre in forma privata, alla chiesa parrocchiale di Saint-Michel.
Ora attendiamo che la Chiesa si pronunci sulla sua canonizzazione, ardentemente desiderata da tutto l'Ordine carmelitano e da numerosi fedeli del mondo intero.