Giovanni Paolo II

Il Papa dello Scapolare?

È noto a tutti che Giovanni Paolo II non faceva mistero della sua devozione alla Beata Vergine Maria, invocata anche con Titolo del Carmelo. Qui abbiamo raccolto testi che durante il suo lungo pontificato a dedicato allo Scapolare.

Chiunque fosse in grado di trovare altri testi o affermazioni fatte da questo pontefice sullo scapolare è vivamente pregato di scrivere a sangalli.antonio@tiscali.it

Servo di Dio GIOVANNI PAOLO II (1978-2005)

LO SCAPOLARE DI GIOVANNI PAOLO II REGALATO ALLA NOSTRA CHIESA DI WADOWICE

Il 23 novembre 2005 è stato presentato ai fedeli, accorsi in gran numero alla nostra chiesa di Wadowice, città natale di Karol WojtyÅ¿a, lo scapolare portato dal Servo di Dio Giovanni Paolo II. La preziosa reliquia è stata installata presso l'altare della Madonna del Carmine, dove il giovane Karol WojtyÅ¿a l'aveva ricevuta. Tutto si è svolto durante l'Eucaristia presieduta dal P. Albert Wach, provinciale di Cracovia. L'omelia è stata tenuta dall'ex provinciale, P. Szczepan T. Praskiewicz, che ha ricevuto la reliquia tramite la Segreteria Personale del defunto Pontefice, e che ha ricordato tra l'altro le sue stesse parole: "porto sempre lo scapolare che ho ricevuto nel giorno della mia prima comunione dalle mani del P. Silvestro" (cfr. Communicationes n. 41 del 15 aprile 2005). Alla celebrazione era presente anche P. John Grennan, provinciale della nostra provincia anglo-irlandese, che ha salutato i presenti parlando tra l'altro di San Simone Stock e delle origini della devozione dello scapolare.

"Due sono le verità evocate nel segno dello Scapolare: da una parte, la protezione continua della Vergine, non solo lungo il cammino della vita, ma anche nel momento del transito; dall'altra, la consapevolezza che la devozione verso di Lei deve costituire un "abito", cioè un indirizzo permanente della propria condotta cristiana. Anch'io porto sul mio cuore, da tanto tempo, lo Scapolare del Carmine!" (Messaggio del 25 marzo 2001).

Papa Giovanni Paolo II lo ha raccomandato insistentemente testimoniando che: "io, fin dalla mia giovinezza, porto al mio collo lo Scapolare della Vergine e mi rifugio con fiducia sotto il mantello della Beata Vergine Maria, Madre di Gesù" (Udienza generale, Papa Giovanni Paolo II, 16 luglio 2003).

Il suo Segretario particolare, ora Arcivescovo di Cracovia, ha affermato: "Quando, durante il primo pellegrinaggio in Patria, Giovanni Paolo II visitò Wadowice rese grazie a Dio per aver potuto, come disse: "fissare il mio sguardo sul volto della Madre del Perpetuo Soccorso". Era davanti alla sua effige, nella navata laterale della chiesa parrocchiale che, da alunno, egli pregava la mattina prima delle lezioni e nelle ore pomeridiane, al termine di esse. A Wadowice "sul Colle" c'era il convento dei padri carmelitani scalzi, che diffondevano il culto di San Giuseppe e lo scapolare carmelitano. Il Servo di Dio all'età di dieci anni s'iscrisse alla confraternita e ricevette l'imposizione dello scapolare che portò sempre addosso e con il quale andò nella casa del Padre. Aggiungo che era un "vero" scapolare - di feltro, e non una medaglietta appesa alla catenina.

Alcune delle pratiche di pietà, con le quali il Servo di Dio esprimeva il suo amore per Cristo e per sua Madre, sono annoverati nella cosiddetta pietà popolare. Lui - uomo di grande intelletto e con animo d'artista, non si vergognava dello scapolare di Nostra Signora del Monte Carmelo e di queste semplici forme di pietà".

Ben più profondo e più intimo è stato un altro fattore nel nutrire il legame di WojtyÅ¿a fin da fanciullo con il Carmelo: la sua tenera devozione a Maria Madre e Decoro del Carmelo, di cui soprattutto nel corso del pontificato ha voluto espressamente sottolineare la protezione e i benefici ricevuti. Quando, nel famoso viaggio compiuto in Polonia nel 1999, si trovò a Wadowice, suo paese natale, ricordò con commozione sua e dei presenti: "Come nella mia giovinezza, infanzia, mi recò in spirito a quel luogo di particolare culto della Beata Vergine del Monte Carmelo, che esercitava un'influenza così grande sulla spiritualità della terra di Wadowice. Io stesso ricevetti in quel luogo numerose grazie, di cui oggi esprimo riconoscenza al Signore" (AOCD 44/99, 29-30).

E in altra occasione ben più esplicitamente disse: "devo dirvi che nella mia età giovanile, quando ero come voi, ella mi ha aiutato. Mi ha aiutato a trovare la grazia propria della mia età, della mia vocazione.

Approfittando della visita nella parrocchia dedicata a lei, alla Vergine del Monte Carmelo [a Mostacciano, Roma], voglio dire questo, voglio testimoniare questo, perché questa testimonianza sia anche proficua, utile per ciascuno di voi giovani. È un aspetto molto particolare delle ricchezze spirituali della Vergine, della Madre di Cristo, perché la sua missione carmelitana... è legata ad una veste. Questa veste si chiama Sacro Scapolare. Io devo tanto negli anni giovanili a questo suo scapolare carmelitano".

Il richiamo allo Scapolare carmelitano, rivolto ai fedeli anche in altre occasioni, lo ha portato ad affermare: "lo porto da tanti anni" (Visita alla parrocchia Regina Mundi, 14 dicembre 1986), "sono legato a questa tradizione carmelitana dai miei anni più giovanili" (La Traccia, 91, 156-159), "per la tradizione del sacro Scapolare a cui sono legato dagli anni della fanciullezza" (INS XVI/2/93, 13), e ancor più: "Anch'io porto sul mio cuore da tanto tempo lo Scapolare del Carmine!" (Lettera per i 750 anni dello Scapolare).

Tutte questi richiami fanno sorgere una domanda, ma quando e in che circostanza il fanciullo o il giovane WojtyŒa ricevette lo Scapolare?

La risposta si trova nelle parole con cui Giovanni Paolo II, nel libro-intervista con Vittorio Messori, sottolinea quanto sia stata importante per la sua formazione la devozione alla Madonna del Carmine e allo Scapolare: "[La mia devozione mariana] è legata alla tradizione dello Scapolare carmelitano, particolarmente eloquente e ricca di simbolismo, che conobbi sin dalla mia giovinezza per il tramite del convento dei Carmelitani sopra la collina, nella mia città natale" (Varcare la soglia della speranza, p. 232). E ancora, rievocando la storia della sua vocazione sacerdotale: "Naturalmente parlando delle origini della mia vocazione sacerdotale non posso dimenticare il filo mariano. La venerazione alla Madre di Dio nella sua forma tradizionale mi viene dalla famiglia e dalla parrocchia di Wadowice... Inoltre, a Wadowice, c'era sulla collina un convento carmelitano... Gli abitanti di Wadowice lo frequentavano in gran numero, e ciò non mancava di riflettersi in una diffusa devozione per lo Scapolare della Madonna del Carmine. Anch'io lo ricevetti, credo all'età di dieci anni, e lo porto tuttora... Fu così che, tanto nella chiesa parrocchiale quanto in quella dei Carmelitani, si formò la mia devozione mariana durante gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza". (Dono e mistero, p. 37). E nella ricordata visita a Wadowice nel 1999 precisava: "E lo scapolare lo porto ancora, così come l'ho messo dai Carmelitani a Górka [di Wadowice] a poco più di dieci anni" (AOCD 44/99, 29-30).

Questa intensa pietà mariana si rifletteva in ogni incontro che - asceso al soglio pontificio il 16 ottobre 1978 - egli ha avuto con i Carmelitani dei due rami dell'Ordine. Si può dire che nel suo lungo pontificato non ha perso occasione, specialmente nella ricorrenza della festa della Madonna del Carmine a luglio, di rivolgere alla famiglia carmelitana e a tutti i devoti del Carmine un pensiero per ricordare la protezione e i benefici provenienti dal ruolo della Vergine Madre nel mistero di Cristo e della Chiesa, e per stimolare un atteggiamento di gratitudine filiale espresso in familiarità di vita con Lei e di conformazione alla volontà divina. E invitava "tutti i devoti della Vergine Santa a rivolgerle una fervida preghiera, affinché Ella, con la sua intercessione, ottenga a ciascuno di proseguire sicuro nel cammino della vita e di "giungere felicemente alla santa montagna, Gesù Cristo, nostro Signore"" (Angelus domenicale in Castel Gandolfo, del 21 luglio 1988; L'Osservatore Romano, 25-26 luglio 1988).

Nel marzo del 2001 Giovanni Paolo II così esprimeva il suo augurio a tutta la famiglia carmelitana esultante per la ricorrenza dei 750 anni dello Scapolare e dell'anno mariano-carmelitano: "Per l'amore che nutro verso la comune Madre celeste, la cui protezione sperimento continuamente, auguro che quest'anno mariano aiuti tutti i religiosi e le religiose del Carmelo e i pii fedeli che la venerano filialmente, a crescere nel suo amore e a irradiare nel mondo la presenza di questa Donna del silenzio e della preghiera, invocata come Madre della misericordia, Madre della speranza e della grazia".

In queste parole troviamo riflesso un aspetto fondamentale della testimonianza lasciata da Wojtyſa nei suoi legami spirituali con il Carmelo.

È ormai risaputo, per averlo più volte rimarcato lui stesso, l'attaccamento, o meglio l'affezione, alla Vergine sotto il titolo del Carmelo che papa Giovanni Paolo II nutre teneramente, verso la quale si dichiara Totus tuus, a cui fa quasi da eco il Carmelo con il suo Totus marianus est Carmelus. Una conferma della devozione alla Vergine del Carmelo era stata fornita personalmente dal papa nella sua visita pastorale alla parrocchia romana di San Martino ai Monti del 17 febbraio 1980. Prendendo lo Scapolare della priora dell'Ordine Secolare Carmelitano e portando le mani sul proprio petto esclamò: qui sotto lo porto anch'io da molto tempo!

Un quotidiano laico di Roma di larga diffusione afferma che sul petto del Santo Padre, in occasione dell'intervento chirurgico al Policlinico Gemelli il 13 maggio 1981, in seguito all'attentato di piazza San Pietro, fu distintamente osservato lo Scapolare del Carmine.

Tentiamo, con l'aiuto di chi era presente, di ricostruire le condizioni del Papa prima del lungo intervento. Mancano pochi minuti alle sei del pomeriggio. Quando il Pontefice entra in sala operatoria non ha già più la talare bianca. Indossa solo una maglietta e sulla pelle lo Scapolare, due ritagli di stoffa marrone sul petto e sulla schiena legati da una fettuccia, con l'immagine della Madonna del Carmelo... Nuova conferma e ulteriori particolari li troviamo nell'ultimo libro, Dono e Mistero, nel 50° del mio Sacerdozio, scritto in occasione del suo Giubileo, dove il Papa si abbandona a confidenze che mostrano ulteriormente il filo mariano, forte e profondo, che lo lega a Maria e al Carmelo:

...a Wadowice (sua città natale), c'era sulla collina un convento di Carmelitani la cui fondazione risaliva ai tempi di San Raffaele Kalinowski (carmelitano polacco canonizzato dal Papa). Gli abitanti di Wadowice lo frequentavano in gran numero, e ciò non mancava di riflettersi in una diffusa devozione per lo Scapolare della Madonna del Carmelo. Anch'io lo ricevetti credo all'età di dieci anni e lo porto tuttora. Si andava dei Carmelitani anche per confessarsi. Fu così che, tanto nella chiesa parrocchiale quanto in quella del Carmelo, si formò la mia devozione mariana durante gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza.