Il Carmelo, monte di Maria

Ma ciò che innalza ancor più la gloria di questa montagna è, insieme con il soggiorno che vi fece Elia e con la vittoria che egli vi riportò sui profeti di Baal, la celebre visione che ci viene descritta nel I Libro dei Re. Da lungo tempo la siccità desolava la terra d'Israele. Commosso dalle sofferenze del popolo, "Elia salì sulla vetta del Carmelo e, chinandosi verso terra, si mise il volto fra le ginocchia e disse al suo servo: Sali, e guarda dalla parte del mare. Il servo salì, e dopo aver guardato disse: Non vedo nulla. Ed Elia disse: Fallo per sette volte. La settima volta egli disse: Ecco che si leva dal mare una piccola nube, grande come la palma d'una mano d'uomo". E in poco tempo si oscurò il cielo, si levò il vento, e cadde una forte pioggia (18, 42-45).

Tutti gli esegeti e i mistici hanno voluto vedere in quella "piccola nube, nubecula parvula" un'immagine profetica della Vergine Maria che, con l'Incarnazione, diede la vita e la fecondità al mondo. Il primo Responsorio del Mattutino per la festa dei santi del Carmelo dice anche esplicitamente: "Elia pregava sulla vetta del Carmelo, e sotto il simbolo d'una piccolissima nube, gli apparve l'insigne Vergine. Coloro a cui Elia si rivela in tal modo l'ameranno a causa di tutte le meraviglie che scoprirà loro questa visione". Difatti, la Chiesa ha approvato questa interpretazione aggiungendo ai gloriosi titoli della SS. Vergine quello di Madonna del Monte Carmelo, e, in questo giorno, rivolge anche a tutti noi l'invito del profeta: "Sali e guarda".
Testimonianze

Jean Guitton, Accademico di Francia e amico di papa Paolo VI, così afferma e descrive il compito geniale dello spirito mariano del Carmelo:

"L'Ordine del Carmelo ha nella sua tradizione l'idea di una donazione alla Vergine Maria, che considera la sovrana di tutti i mondi, Purgatorio compreso. Forse proprio questo è il senso recondito della consacrazione di Simone Stock.

Mi si obietterà che anche la maggior parte degli Ordini religiosi si onora d'una speciale protezione della Vergine, o perlomeno di comprenderla in qualche particolare maniera. Maria regna su ciascun Ordine al modo che la luce del sole batte sulle faccette d'un diamante, che ne ha tante e ciascuna può credersi baciata dal sole. Ma il Carmelo ha una preminenza d'antichità, esso solo potendo rifarsi all'economia antica: quasi come se il Carmelo fosse stato fondato, prima del Cristo, dalla Vergine antecedente, cioè dall'idea della Vergine in Dio.

Nel Carmelo non c'è bisogno che il nome della Vergine venga pronunciato in modo esplicito, non c'è bisogno che questo o quel suo attributo venga ricordato e sottolineato con evidenza.

Nel Carmelo è l'atmosfera stessa ad essere mariana, in forza della fondazione, dell'impregnazione, della consacrazione, dell'omaggio del silenzio. Per questo ogni vita carmelitana, anche quando non si propone in modo esplicito una qualche speciale imitazione di Maria, contiene in modo eminente lo spirito mariano" (J. Guitton, Il Genio di Teresa di Lisieux, ed. SEI, pp. 53-54).