«In cosa consiste il fascino di un essere? È una certa presenza della persona al di là dei suoi limiti, come l’irraggiamento di certi volti puri. È […] una certa qual disinvoltura nei gesti, nelle parole, nei comportamenti anche più sacrificati, una facilità la quale fa sì che ciò che un essere fa appaia come un gioco divino, che fuoriesce da lui senza sforzo e per una qualche comunicazione con la fonte del Bene. Un essere che vi affascina […] vi rende disponibili per una chiamata superiore, quella di Dio […]. Il fascino implica ascesi, distacco da sé e persino una non coscienza del fascino stesso…»
Così scriveva Jean Guitton nel volumetto intitolato Il genio di Teresa di Lisieux (trad. it. Torino 1995, pp. 3-4), presentando Santa Teresa di Gesù Bambino. «È vero però – aggiungeva il filosofo francese – che in Teresa il fascino difficilmente si può separare dal metodo».
Questo fascino, che per Guitton costituisce dunque un elemento caratterizzante della piccola Teresa, promana dal volto della Santa di Lisieux, da ogni immagine che la rappresenta. Nel 1961, nel volume Visage de Thérèse de Lisieux (trad. it.  1962 Il volto di santa Teresa di Gesu Bambino), padre François de Sainte-Marie ha pubblicato, per la prima volta, 47 fotografie originali raffiguranti Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo: il Centro Nazionale Carmelitano Vocazioni di Vico Equense ha voluto offrire alla devozione dei fedeli e di quanti amano la Santa di Lisieux, la riproduzione di alcune di queste fotografie, realizzando immaginette, segnalibri e pagelline con novena e preghiere.