Le follie di Teresa

I desideri folli di Teresa:
Vorrei essere sacerdote

Essere tua sposa, Gesù, essere Carmelitana, essere, per la mia unione con te, madre delle anime, dovrebbe bastarmi... Ma non è così... Senza dubbio, questi tre privilegi sono proprio la mia vocazione, Carmelitana, sposa e madre, tuttavia sento in me altre vocazioni, sento la vocazione del Guerriero, del SACERDOTE, dell'apostolo, del dottore, del martire. Infine, sento il bisogno, il desiderio di compiere per te, Gesù, tutte le opere più eroiche... Sento nella mia anima il coraggio di un crociato, di uno zuavo pontificio, vorrei morire su di un campo di battaglia per la difesa della Chiesa...

Sento in me la vocazione del SACERDOTE: con quale amore, Gesù, ti porterei nelle mie mani, quando, al suono della mia voce, tu discendessi dal Cielo... Con quale amore ti darei alle anime!... Ma, pur desiderando essere SACERDOTE, ammiro e invidio l'umiltà di San Francesco d'Assisi e mi sento la vocazione di imitarlo, rifiutando la sublime dignità del Sacerdozio.

Gesù! Amore mio, vita mia... come unire questi contrasti? Come realizzare i desideri della mia povera piccola anima? Malgrado la mia piccolezza, vorrei illuminare le anime come i profeti, i dottori, ho la vocazione di essere apostolo... vorrei percorrere la terra, predicare il tuo nome e piantare sul suolo infedele la tua Croce gloriosa. Ma, mio Amato, una sola missione non mi sarebbe sufficiente, vorrei nel contempo annunciare il Vangelo nelle cinque parti del mondo e fino alle isole più lontane... Vorrei essere missionaria, non solamente per qualche anno, ma vorrei esserlo stata fin dalla creazione del mondo e esserlo fino alla consumazione dei secoli... Ma vorrei soprattutto, mio amato Salvatore, vorrei versare il mio sangue per te fino all'ultima goccia...

Il Martirio, ecco il sogno della mia giovinezza, questo sogno è cresciuto con me nel chiostro del Carmelo... Ma sento ancora che il mio sogno è follia, perché non saprei limitarmi a un genere di martirio. Per soddisfarmi, ci vorrebbero tutti... Come te, mio Sposo Adorato, vorrei essere flagellata e crocifissa... Vorrei morire scuoiata come San Bartolomeo... Come San Giovanni, vorrei essere immersa nell'olio bollente, vorrei subire tutti i supplizi inflitti ai martiri. Con Sant'Agnese e Santa Cecilia vorrei presentare il mio collo alla spada e come Giovanna d'Arco, mia sorella, vorrei sul rogo mormorare il tuo nome, Gesù... Sognando i tormenti che saranno l'eredità dei cristiani al tempo dell'Anticristo, sento il mio cuore trasalire e vorrei che tutti i tormenti mi fossero riservati. Gesù, Gesù, se volessi scrivere tutti i miei desideri, dovrei prendere in prestito il tuo libro della vita, là dove sono riportate tutte le azioni di tutti i Santi e queste azioni vorrei averle compiute io per te...

Da molto tempo avevo un desiderio che mi pareva del tutto irrealizzabile: avere un fratello SACERDOTE. Pensavo spesso che se i miei fratellini non fossero volati in Cielo avrei avuto la felicità di vederli salire all'altare; ma poiché Dio li ha scelti per farne degli angioletti non potevo più sperare di vedere realizzato il mio sogno. Ed ecco che non solo Gesù mi ha fatto la grazia che desideravo, ma mi ha unito con i legami dell'anima a due dei suoi apostoli, che sono divenuti miei fratelli... Voglio, Madre amata, raccontarle in dettaglio di come Gesù ha realizzato il mio desiderio e anche lo ha superato, poiché non desideravo che un fratello SACERDOTE il quale ogni giorno pensasse a me al Santo altare.

Vorrei essere il cuore della Chiesa

È difficile ridire i segreti del Cielo. Teresa vive l'impotenza non dell'artista verso la sublimità del bello, ma del mistico, attonito e stupito dinanzi all'ineffabilità, all'indicibilità dei misteri di Dio.

Sorella, come siamo fortunate di comprendere gli intimi segreti del nostro Sposo! Se tu volessi scrivere tutto quello che ne sai, avremmo delle belle pagine da leggere, ma so che preferisci conservare nel profondo del tuo cuore "i segreti del Re" e poi a me dici: "È onorevole rendere note le opere dell'Altissimo". Ritengo che hai ragione nel conservare il silenzio, ed è solo per farti piacere che scrivo queste righe. Avverto infatti la mia impotenza nel ridire, con parole terrestri, i segreti del Cielo e, dopo aver scritto pagine e pagine, riterrei di non aver ancora iniziato... Ci sono tanti orizzonti diversi, tante sfumature variegate all'infinito che solo la tavolozza del pittore celeste potrà, dopo la notte di questa vita, fornirmi i colori capaci di dipingere le meraviglie che egli svela all'occhio della mia anima.

Sorella, mi hai chiesto di scriverti il mio sogno e la "mia piccola dottrina", come tu la chiami... L'ho fatto nelle pagine seguenti, ma così male che mi sembra impossibile che tu possa comprenderlo. Forse troverai esagerate le mie espressioni... Perdonami, è dovuto al mio stile poco gradevole. Ti assicuro che non c'è alcuna esagerazione nella mia piccola anima, tutto è calmo e in riposo...

(Scrivendo, parlo a Gesù, così mi è più facile esprimere i miei pensieri... Ma, ciò non impedisce che siano espressi molto male!)

Un sogno piuttosto strano per una persona come Teresa che asserisce di non annettere molta importanza ai sogni... Ma è un raggio di sole nel buio cupo della prova.

Gesù, mio amato! Chi potrà dire con quale tenerezza, con quale dolcezza tu conduci la mia piccola anima? Come ti piace far scintillare il raggio della tua grazia nel bel mezzo del più cupo temporale!... Gesù, il temporale si abbatteva molto forte sulla mia anima dopo la bella festa del tuo trionfo, la radiosa festa di Pasqua, quando un sabato di maggio, riflettendo sui sogni misteriosi che sono talvolta accordati a certe anime, mi dicevo che doveva essere una ben dolce consolazione, tuttavia non la chiedevo. La sera, contemplando le nubi che coprivano il cielo, la mia piccola anima si diceva ancora che i bei sogni non erano per lei e si addormentò sotto il temporale... L'indomani era il 10 maggio, la seconda domenica del mese di Maria, forse l'anniversario del giorno in cui la Santa Vergine si degnò di sorridere al suo piccolo fiore...

Al primo chiarore dell'alba, mi trovai (in sogno) in una sorta di galleria. C'erano diverse altre persone ma lontane, solo Nostra Madre era vicina a me. Improvvisamente, senza aver visto come fossero entrate, vidi tre Carmelitane con le loro cappe e i grandi veli. Mi sembrava che venissero per Nostra Madre, ma compresi chiaramente che venivano dal Cielo. Nel profondo del cuore gridai: "Come sarei contenta di vedere il volto di una di queste Carmelitane!" Allora, come se la mia preghiera fosse stata da lei udita, la più alta delle Sante avanzò verso di me. Caddi subito in ginocchio. Oh! Felicità! La Carmelitana alzò il velo, o piuttosto lo sollevò, e me ne ricoprì... senza esitazione alcuna riconobbi la Venerabile Madre Anna di Gesù, la fondatrice del Carmelo in Francia. Il suo volto era bello, di una bellezza immateriale, non ne emanava alcun raggio e, malgrado il velo che ci copriva entrambe, vedevo quel volto celeste rischiarato da una luce ineffabilmente dolce, luce che non riceveva, ma che produceva esso stesso.

Non saprei ridire la gioia della mia anima, queste cose si sentono e non si possono esprimere... Parecchi mesi sono passati da questo dolce sogno, tuttavia il ricordo che lascia nella mia anima non ha perduto nulla della sua freschezza, dei suoi incanti celesti. Vedo ancora lo sguardo e il sorriso pieno d'amore della Venerabile Madre. Credo ancora di sentire le carezze di cui mi colmò.

Vedendomi così teneramente amata, osai pronunciare queste parole: "Madre! La supplico, mi dica se Dio mi lascerà a lungo sulla terra... Verrà presto a prendermi?...". Sorridendo con tenerezza, la Santa mormorò: "Sì presto, presto... Te lo prometto". "Madre - aggiunsi - mi dica ancora se Dio non mi domanda qualche cosa di più delle povere piccole azioni e dei miei desideri. È contento di me?" Il volto della Santa assunse un'espressione incomparabilmente più tenera della prima volta in cui mi parlò. Il suo sguardo e le sue carezze erano la più dolce delle risposte. Tuttavia mi disse: "Dio non domanda altro da te, è contento, molto contento!" Dopo avermi ancora accarezzata con più amore, come non l'avrebbe mai fatto la più tenera delle madri con suo figlio, la vidi allontanarsi... Il mio cuore era nella gioia, ma mi ricordai delle mie sorelle e avrei voluto domandare qualche grazia per loro, ma mi risvegliai!

Il Cantico delle vocazioni di Teresa: l'amore dilata gli orizzonti e Teresa, come da bimba, vuole tutto. Dalla creazione del mondo, ad ogni epoca della storia, fino alla fine dei secoli: ogni vocazione è racchiusa nell'amore di chi è "piccolo".

Gesù! Il temporale allora non scrosciava, il cielo era calmo e sereno... credevo, sentivo che c'era un Cielo e che questo Cielo è popolato di anime che mi vogliono bene, che mi considerano come loro figlia... Questa impressione mi rimane nel cuore, tanto più che la Venerabile Madre Anna di Gesù mi era stata fino ad allora assolutamente indifferente. Non l'avevo mai invocata e il suo ricordo non affiorava al mio spirito che sentendone parlare, fatto peraltro raro. Così, quando compresi a qual punto mi amasse, come le ero poco indifferente, il mio cuore si è sciolto d'amore e di riconoscenza, non solo per la Santa che mi aveva visitato ma anche per i Beati del Cielo.

Mio Amato! Questa grazia non era che il preludio di grazie più grandi delle quali mi volevi colmare; lascia, mio unico Amore, che te le ricordi oggi... oggi sesto anniversario della nostra unione... Perdonami Gesù, se sragiono volendo ridire i miei desideri, le mie speranze che raggiungono l'infinito; perdonami e guarisci la mia anima dandole ciò che spera!

Essere tua sposa, Gesù, essere Carmelitana, essere, per la mia unione con te, madre delle anime, dovrebbe bastarmi... Ma non è così... Senza dubbio, questi tre privilegi sono proprio la mia vocazione, Carmelitana, sposa e madre, tuttavia sento in me altre vocazioni, sento la vocazione del Guerriero, del prete, dell'apostolo, del dottore, del martire. Infine, sento il bisogno, il desiderio di compiere per te, Gesù, tutte le opere più eroiche... Sento nella mia anima il coraggio di un crociato, di uno zuavo pontificio, vorrei morire su di un campo di battaglia per la difesa della Chiesa...

Sento in me la vocazione del prete: con quale amore, Gesù, ti porterei nelle mie mani, quando, al suono della mia voce, tu discendessi dal Cielo... Con quale amore ti darei alle anime!... Ma, pur desiderando essere prete, ammiro e invidio l'umiltà di San Francesco d'Assisi e mi sento la vocazione di imitarlo, rifiutando la sublime dignità del Sacerdozio. Ges&ugarve;! Amore mio, vita mia... come unire questi contrasti? Come realizzare i desideri della mia povera piccola anima? Malgrado la mia piccolezza, vorrei illuminare le anime come i profeti, i dottori, ho la vocazione di essere apostolo... vorrei percorrere la terra, predicare il tuo nome e piantare sul suolo infedele la tua Croce gloriosa. Ma, mio Amato, una sola missione non mi sarebbe sufficiente, vorrei nel contempo annunciare il Vangelo nelle cinque parti del mondo e fino alle isole più lontane... Vorrei essere missionaria, non solamente per qualche anno, ma vorrei esserlo stata fin dalla creazione del mondo e esserlo fino alla consumazione dei secoli... Ma vorrei soprattutto, mio amato Salvatore, vorrei versare il mio sangue per te fino all'ultima goccia...

Il Martirio, ecco il sogno della mia giovinezza, questo sogno è cresciuto con me nel chiostro del Carmelo... Ma sento ancora che il mio sogno è follia, perché non saprei limitarmi a un genere di martirio. Per soddisfarmi, ci vorrebbero tutti... Come te, mio Sposo Adorato, vorrei essere flagellata e crocifissa... Vorrei morire scuoiata come San Bartolomeo... Come San Giovanni, vorrei essere immersa nell'olio bollente, vorrei subire tutti i supplizi inflitti ai martiri. Con Sant'Agnese e Santa Cecilia vorrei presentare il mio collo alla spada e come Giovanna d'Arco, mia sorella, vorrei sul rogo mormorare il tuo nome, Gesù... Sognando i tormenti che saranno l'eredità dei cristiani al tempo dell'Anticristo, sento il mio cuore trasalire e vorrei che tutti i tormenti mi fossero riservati. Gesù, Gesù, se volessi scrivere tutti i miei desideri, dovrei prendere in prestito il tuo libro della vita, là dove sono riportate tutte le azioni di tutti i Santi e queste azioni vorrei averle compiute io per te...

Le "follie" incitano Teresa, la rendono audace contando solo sulla sua impotenza, sul suo niente che la sospinge verso l'alto a trovare la sua vocazione in un inno di gioia.

Gesù! Che cosa risponderai a tutte le mie follie?... Esiste un'anima più piccola, più impotente della mia? Tuttavia, a motivo della mia debolezza, ti è piaciuto Signore, di colmare i miei piccoli desideri infantili, e tu vuoi oggi esaudire altri desideri, più grandi dell'universo...

Poiché all'orazione i miei desideri mi facevano soffrire un vero martirio, aprii le lettere di San Paolo per cercarvi qualche risposta. I capitoli 12 e 13 della prima lettera ai Corinzi mi caddero sotto gli occhi... Lessi, nel primo, che tutti non possono essere apostoli, profeti, dottori, ecc..., che la Chiesa è composta da differenti membra e che l'occhio non potrebbe essere nello stesso tempo la mano.

La risposta era chiara ma non colmava i miei desideri, non mi dava la pace... Come Maddalena chinandosi di continuo sulla tomba vuota finì per trovare Colui che cercava, così io, abbassandomi fino alle profondità del mio niente, mi elevai così in alto da poter raggiungere il mio scopo... Senza scoraggiarmi continuai la mia lettura e questa frase mi confortò: "Cercate con ardore i doni più perfetti, ma io voglio mostrarvi una via più eccellente". E l'Apostolo spiega come tutti i doni più perfetti non sono nulla senza l'Amore... Che la Carità è la via eccellente che conduce certamente a Dio. Finalmente avevo trovato il riposo... Considerando il corpo mistico della Chiesa, non mi ero riconosciuta in nessuno dei membri descritti da San Paolo o, piuttosto, volevo riconoscermi in tutti... La Carità mi diede la chiave della mia vocazione. Compresi che, se la Chiesa aveva un corpo, composto da differenti membra, il più necessario, il più nobile di tutti non le mancava: compresi che la Chiesa aveva un cuore, e che questo cuore bruciava d'Amore. Compresi che l'Amore solo faceva agire le membra della Chiesa, che, se l'Amore si fosse spento, gli Apostoli non avrebbero più annunciato il Vangelo, i Martiri avrebbero rifiutato di versare il loro sangue... Compresi che l'Amore racchiudeva tutte le Vocazioni, che l'Amore era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi... in una parola che è Eterno!...

Allora, nell'eccesso della mia gioia delirante, gridai: Gesù, Amore mio... la mia vocazione finalmente l'ho trovata, la mia vocazione è l'Amore!...

Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa e questo posto, mio Dio, sei tu che me lo hai dato... nel Cuore della Chiesa, mia Madre, io sarò l'Amore... così sarò tutto... così il mio sogno sarà realizzato!!!...