Lo Scapolare

    "Anch'io porto sul mio cuore, da tanto tempo, lo Scapolare del Carmine!"
    Giovanni Paolo II, Messaggio all'Ordine del Carmelo del 25 marzo 2001

Origine dello Scapolare

Nel Medioevo molti cristiani volevano legarsi agli Ordini religiosi allora fondati: Francescani, Domenicani, Agostiniani, Carmelitani. Sorse un laicato associato ad essi per mezzo di Confraternite. Gli Ordini religiosi provvidero a dare ai laici un segno di affiliazione e di partecipazione al loro spirito e apostolato. Questo segno era costituito da una parte significativa dell'abito: cappa, cordone, scapolare.

Tra i Carmelitani si stabilì lo Scapolare, in forma ridotta, come espressione d'appartenenza all'Ordine e di condivisione della sua devozione mariana. Ormai lo Scapolare della Vergine del Carmine è un segno approvato dalla Chiesa e proposto dall'Ordine Carmelitano come manifestazione dell'amore di Maria per noi e come espressione di fiducia filiale da parte nostra in Lei, di cui vogliamo imitare la vita.

Storia dello Scapolare

"Scapolare" viene da "scapola" e indica quell'indumento che presso molti istituti di monaci o frati nel Medio Evo ricopriva sia il petto che le spalle (in latino: scapulae), dopo averlo infilato per la testa. Serviva generalmente per i tempi di lavoro, così da proteggere l'abito e non insudiciarlo. L'abito aveva però un significato soprattutto simbolico, significava il "giogo dolce" di Cristo (Mt 11, 29), così che abbandonare l'abito voleva dire sconfessare la disciplina monastica abbracciata, abdicare al servizio di Dio, mancare di fedeltà agli impegni assunti. Nell'ordine carmelitano - per le caratteristiche proprie di quest'ordine - lo scapolare assunse ben presto un significato mariano.

Lo Scapolare in origine era un grembiule che i monaci indossavano sopra l'abito religioso durante il lavoro manuale. Col tempo assunse il significato simbolico del voler portare la croce di ogni giorno, come i veri seguaci di Gesù. In alcuni Ordini religiosi, quale il Carmelo, divenne segno della decisione di vivere la vita come sequela di Cristo e di Maria. Lo Scapolare simboleggiò il vincolo speciale dei Carmelitani a Maria, Madre del Signore, esprimendo la fiducia nella sua materna protezione e il desiderio di seguire il suo esempio di donazione a Cristo e agli altri. Si è così trasformato in un segno Mariano per eccellenza.

L'ordine carmelitano, a differenza di quasi tutti gli altri ordini religiosi, non ha un preciso fondatore: alla sua origine c'è infatti un gruppo anonimo di eremiti, forse ex crociati, che, verso il 1190, si ritirarono sul monte Carmelo, in Palestina, per vivervi in solitudine, ascesi e preghiera contemplativa, a imitazione del profeta biblico Elia. Il loro nome originario è "fratelli della Beata Vergine Maria", fatto che li caratterizzerà, fin dall'inizio, assieme al legame con Elia, contemplativo e profeta, come "l'ordine della Vergine".

A conferma di questo, si racconta che, nel 1251, la Vergine apparve al generale dell'ordine san Simone Stock. Simone supplicava spesso la Madonna di proteggere con qualche privilegio i frati che portavano il suo nome. Ogni giorno recitava devotamente questa preghiera:

"Fiore del Carmelo, vite feconda, splendore del cielo, Vergine pura, singolare; Madre fiorente, d'intatto onore, sempre clemente, dona un favore, Stella del Mare".

Un giorno mentre ripeteva questa preghiera con grande fervore, la Beata Vergine gli apparve accompagnata da una moltitudine di angeli, tenendo in mano lo scapolare dell'ordine e gli disse:

"Ricevi, figlio dilettissimo, lo Scapolare del tuo Ordine, segno della mia fraterna amicizia, privilegio per te e per tutti i carmelitani. Coloro che moriranno rivestiti di questo Scapolare non andranno nel fuoco dell'Inferno. Esso è un segno di salvezza, di protezione e di sostegno nei pericoli e di alleanza di pace per sempre".

Fin dal secolo XV la tradizione di questo dono-miracolo si legò al cosiddetto "privilegio sabatino", secondo cui la Madonna avrebbe promesso di preservare i suoi devoti, vestiti dello scapolare, dalle fiamme dell'inferno, e di liberarle da quelle del purgatorio, il primo sabato dopo la morte. Lo scapolare carmelitano, ridotto col tempo alle piccole dimensioni di un "Abito", si diffuse presso ogni genere di fedeli riuniti in confraternite o liberamente e spiritualmente affiliati all'Ordine e influì enormemente sulla spiritualità e sulla devozione popolare.

Il magistero della Chiesa è intervenuto a più riprese per difendere, spiegare e incoraggiare questa devozione, anche in tempi recenti. Il suo valore quindi non dipende tanto dal fatto storico delle apparizioni, quanto dall'intrinseco significato teologico, che il magistero gli ha riconosciuto, attribuendogli il valore di un "sacramentale". Si tratta cioè di un segno sensibile, approvato dalla Chiesa, con il quale evidenziamo la nostra consacrazione o "affidamento" alla Madonna e i vincoli di amore che ci legano a lei. Come l'anello nuziale è una testimonianza della consacrazione matrimoniale di un uomo e di una donna, così lo scapolare dice a tutti che uno è consacrato a Maria.

Il significato dello Scapolare

Il significato dello scapolare si compendia dunque attorno a questi punti:

    È segno e pegno. Segno d'appartenenza a Maria, pegno della sua materna protezione, non solo in vita, ma anche dopo la morte.
    Comporta l'aggregazione alla famiglia dei "fratelli della Beata Vergine Maria".
    Con lo scapolare Maria stessa consacra il proprio figlio, vestendolo e segnandolo in modo speciale come appartenente a lei. "Donna, ecco il tuo figlio!" (Gv 19, 26).
    Il devoto (dal latino devóvere, offrire, consacrare) con lo scapolare, "consegna sé stesso" a Maria. Come un uomo libero nel Medio Evo si consegnava ad un signore per prestargli servizio e riceverne protezione. "Ecco la tua madre!" (Gv 19, 27).
    Il devoto si impegna a vivere il suo servizio al Signore Gesù, attraverso l'intimità familiare con Maria, come "fratello della Beata Vergine Maria". "Da quel momento il discepolo la prese nella sua casa" (Gv 19, 27). Per comprendere lo scapolare bisogna porsi in un'ottica "cavalleresca" che era quella del tempo in cui è nato, ma che appartiene anche ai valori intramontabili dell'uomo. Chi porta lo scapolare, ha detto Pio XII, "fa professione di appartenere a nostra Signora, come il cavaliere di quel tredicesimo secolo - a cui risale l'origine dello scapolare - che si sentiva, sotto lo sguardo della sua "dama", forte e sicuro nel combattimento e che, portando i suoi "colori", avrebbe preferito mille volte morire che lasciarli macchiare" (Pio XII, discorso nel settimo centenario dello scapolare carmelitano, 6 agosto 1950).

Norme pratiche per rivestire lo Scapolare

Ogni sacerdote può imporre lo scapolare, benedicendolo con un segno di croce.

Lo Scapolare consiste in due piccoli lembi di lana marrone uniti da due stringhe e portati sulle spalle. Lo Scapolare deve essere marrone, di forma rettangolare. Le stringhe che uniscono i lembi possono essere di vari colori e materiali e i disegni sui rettangoli sono facoltativi. Lo Scapolare deve essere indossato sulle spalle, una parte sul petto e una sulla schiena.

Il primo Abito deve essere di stoffa, benedetto e imposto da un sacerdote. Quando lo si deve sostituire, non è più necessaria un'altra benedizione: basta procurarsi un altro scapolare e indossarlo. Andando incontro alle esigenze della vita moderna, il papa san Pio X concesse di sostituire lo scapolare con una medaglia che abbia da un lato l'immagine del sacro Cuore e dall'altra quella della Madonna. Per la sua origine e il suo significato è preferibile usare lo scapolare. In concreto è consigliabile di usare la medaglia di giorno e indossare lo scapolare nel tempo di riposo. Ritrovare ogni sera lo scapolare accanto al letto e compiere il gesto di indossarlo richiama alla mente la consacrazione a Maria e rinnova la fiducia in lei.

Ai devoti dello scapolare è raccomandata in modo speciale la recita del Rosario, come colloquio giornaliero con la propria Signora e Sorella e come incontro d'amore con lei nella preghiera.