Lourdes, Lisieux, Fatima... e Roma

Curiosità e coincidenze!

Tutto il popolo cristiano conosce il segno della scapolare; nel secolo scorso, la santa Vergine ne ha dato conferma nelle due più grandi manifestazioni mariane:

a Lourdes, la cui ultima apparizione avvenne il 16 luglio 1858, festa della Madonna del Carmelo;

e a Fatima, il 13 ottobre 1917, ultima apparizione, offrendo lo Scapolare del Carmelo

Lourdes

Giovedì 16 luglio 1858, 18° ed ultima apparizione

Santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes, portava anche lei lo Scapolare. L'ultima apparizione avvenne il giorno 16 di luglio, la ricorrenza della Madonna del Carmelo. Bernadette sentì, quel giorno, interiormente una misteriosa chiamata della Vergine e si diresse verso la grotta; ma l'accesso era stato interdetto, la grotta era chiusa da una recinzione. Allora andò dall'altra parte del fiume, di fronte alla grotta. Improvvisamente il volto di Bernadette si trasfigurò: la Madonna era lì, per l'ultima volta, nella nicchia che s'intravedeva sopra la palizzata di chiusura. Bernadette dirà: "Mi sembrava di essere proprio alla grotta, alla stessa distanza delle altre volte; vedevo solo la Madonna; mai l'avevo vista così bella!" (il corsivo è nostro, ndr). La bianca Signora chinò il capo verso Bernadette, la guardò con tenerezza materna, le sorrise ancora una volta, e scomparve. Il ciclo delle apparizioni della Vergine alla grotta si conclusero il giorno della festa della Madonna del Carmelo, e ciò fu notato dalla santa come un segno di particolare predilezione. In un primo tempo Bernardette aveva pensato alla vita religiosa contemplativa. Lei conosceva il Carmelo di Bagnères. Aveva pure incontrato un carmelitano da poco passato dall'ebraismo al cattolicesimo, P. Agostino del SS. Sacramento (Ermanno Cohen), che si era interessato alle sue visioni, ma la salute cagionevole di Bernadette era poco adatta alla vita del Carmelo. Sul luogo dell'ultima apparizione, al di là del Gave, dove Santa Bernadette si inginocchiò a contemplare "Aquerò" per l'ultima volta, ora sorge un Monastero carmelitano di clausura dedicato al Cuore Immacolato di Maria.

Lisieux

Domenica 13 maggio 1883

Pochi sanno che a Lisieux in Normandia, Francia, la domenica 13 maggio del 1883, festa di Pentecoste, Teresa Martin, la futura Santa Teresa di Gesù Bambino, è guarita improvvisamente dal sorriso della Madonna. Più tardi proprio un 13 maggio in Portogallo la Vergine tornerà a mostrarsi per 18 volte ai tre pastorelli.

Teresa stessa cosi ricorda:

"Eravamo infatti in maggio, tutta la natura si rivestiva di fiori e si respirava giocondità, solo il "piccolo fiore" (Teresa) languiva e sembrava sfiorire per sempre... Tuttavia aveva un sole vicino, questo sole era la statua miracolosa della Santa Vergine che aveva parlato due volte alla mamma, e spesso, molto spesso, il piccolo fiore rivolgeva la sua corolla verso questo Astro benedetto... Un giorno vidi entrare papà nella camera di Maria dove ero coricata; le diede molte monete d'oro con un'espressione di grande tristezza, e le disse di scrivere a Parigi per far dire delle messe a Nostra Signora delle Vittorie per guarire la sua bimba. Come fui commossa vedendo la fede e l'amore del mio re. Avrei voluto potergli dire che ero guarita, ma gli avevo giÃà dato tante false gioie, e non erano i miei desideri che potevano fare un miracolo, poiché occorreva davvero un miracolo per guarirmi... Occorreva un miracolo e fu Nostra Signora delle Vittorie che lo fece. Una domenica Maria uscì in giardino, lasciandomi con Leonia, che leggeva vicina alla finestra. Dopo qualche minuto mi misi a chiamare quasi a bassa voce: "Maman... Maman". Leonia abituata a sentirmi chiamare sempre così, non mi prestò attenzione. Durò a lungo, allora chiamai più forte e infine Maria ritornò. La vidi perfettamente entrare, ma non potevo dire di riconoscerla e continuai a chiamare sempre più forte: "Maman...". Soffrivo molto per questa lotta forzata e inesplicabile e Maria soffriva forse ancora più di me. Dopo vani sforzi per dimostrarmi che era vicina a me, si mise in ginocchio accanto al mio letto con Leonia e Celina, poi, rivolgendosi alla Santa Vergine, la pregò con il fervore di una mamma che domandi la vita del suo bambino. Maria ottenne quello che desiderava... Non trovando alcun soccorso sulla terra, la piccola Teresa si era pure rivolta verso la Madre del Cielo, pregava con tutto il cuore di avere pietà di lei... Improvvisamente la Santa Vergine mi parve bella, così bella che mai avevo visto qualche cosa di così bello (il corsivo è nostro, ndr). Il suo volto spirava una bontà e una tenerezza ineffabili, ma quello che penetrò fino in fondo alla mia anima fu il "sorriso incantevole della Santa Vergine". Allora tutte le mie pene svanirono, due grosse lacrime spuntarono dalle mie palpebre e colarono silenziosamente sulle guance, ma erano lacrime di una gioia senza nubi. La Santa Vergine mi ha sorriso, pensai, come sono felice... (...) Senza alcuno sforzo abbassai gli occhi, e vidi Maria che mi guardava con amore, sembrava commossa e pareva intuire il favore che la Santa Vergine mi aveva accordato. Proprio a lei, alle sue toccanti preghiere dovevo la grazia del sorriso della Regina del Cielo. Vedendo il mio sguardo fisso sulla Santa Vergine, si era detta: "Teresa è guarita!". Sì, il piccolo fiore stava per rinascere alla vita, il raggio luminoso che l'aveva riscaldato non doveva interrompere i suoi benefici. Non agì d'un tratto solo, ma dolcemente, soavemente, rialzò il suo fiore, lo fortificò in tal modo che, cinque anni dopo, si schiudeva sulla montagna fertile del Carmelo". (Manoscritto A).

Fatima

Sabato 13 ottobre 1917, 6° ed ultima apparizione

Suor Lucia dos Santos è stata assieme a Francesco e Giacinta Marto testimone delle apparizioni mariane di Fatima, in Portogallo. È ancora un 13 maggio quando nel 1917 iniziano le apparizioni della Vergine e nell'ultima apparizione, quella del 13 ottobre, dove l'ultimo aspetto preso dalla Vergine fu proprio quello della Madonna del Carmine (o del Carmelo) nell'atto di consegnare lo scapolare. Lucia, fattasi poi carmelitana scalza, disse che nel messaggio della Madonna "il Rosario e lo Scapolare sono inseparabili". Alla fine del 1940, conversando con tre Carmelitani, Padre Donald O'Callagham, Padre Albert Ward e Padre Lúis Gonzaga de Oliveira, Suor Maria Lucia del Cuore Immacolato (cioè Suor Lucia) ricordò che la Beata Vergine Maria desiderava che la devozione al Santo Scapolare venisse divulgata. Se Nostra Signora, durante la Sua ultima apparizione in pubblico, lo aveva tenuto nelle Sue mani, ciò accadeva per esortarci a indossarlo, proprio, cioè, come nelle precedenti apparizioni, la presenza del Suo Rosario era una chiara manifestazione del desiderio del Suo Cuore. Suor Lucia lo spiegò anche a Padre Howard Rafferty quando il prete la interrogò a nome del Padre Generale dei Carmelitani il 15 ottobre 1950: "Nostra Signora, gli disse Lucia, teneva lo Scapolare nelle Sue Mani perché vuole che tutti noi lo portiamo". Suor Lucia, nata il 22 marzo 1907, si chiamava Lucia de Jesus dos Santos, muore nel Carmelo di Coimbra in Portogallo intorno alle 17.25 (le 18.25 in Italia) del 13 febbraio 2005.

Roma

Mercoledì 13 maggio 1981, Piazza San Pietro

Prima dell'udienza generale del 13 maggio, Giovanni Paolo II viene ferito in piazza San Pietro, mentre compie sulla campagnola bianca il consueto giro per rispondere al caloroso saluto dei fedeli e dei pellegrini. Prima un bagno di folla, poi un bagno di sangue. Mercoledì sembra un giorno qualsiasi, in piazza San Pietro. Sembra. E invece mentre Giovanni Paolo II viene festeggiato da migliaia di fedeli, un uomo trova tempo e spazio per prendere la mira e sparargli due proiettili. Sono le 17.19. La prima pallottola spezza l'indice della mano sinistra del pontefice e gli penetra profondamente nel ventre. La seconda lo colpisce di striscio al gomito e, rimbalzando, ferisce leggermente due pellegrine americane. La veste bianca del papa si macchia di sangue. In fretta Giovanni Paolo II viene ricoverato agonizzante al policlinico Gemelli: resterà in camera operatoria per più di cinque ore. Un'operazione delicatissima per quel proiettile, che perforandogli l'addome ha perforato l'osso sacro, tranciando in più punti l'intestino.

L'attentatore è arrestato immediatamente (si trattava di un turco, Ali Agca, musulmano e legato un gruppo dell'estrema destra). Poi il 27 dicembre 1983 il Papa visita Agca in carcere e gli rinnova il perdono concessogli già pochi giorni dopo l'attentato. Il 13 giugno 2000 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli concede la grazia. La sera stessa Agca viene scarcerato ed estradato a Istanbul.

Fatima

Martedì e Mercoledì 12-13 maggio 1982

Papa Giovanni Paolo II si reca pellegrino a Fatima in ringraziamento per essergli stata risparmiata la vita l'anno precedente nell'attentato in Piazza San Pietro e consacra al Cuore Immacolato di Maria la Chiesa, gli uomini e i popoli, con menzione velata della Russia. In quella stessa occasione, un anno dopo l'attentato, offrì alla Madonna la pallottola con cui fu ferito dalla pistola di Ali Agca.

La storia del Terzo Segreto ha inizio domenica 13 maggio 1917. I pastorelli e fratelli Francesco e Giacinta Marto, assieme alla loro cuginetta Lucia dos Santos, erano intenti a pascolare le pecore in un podere, Cova da Irìa, poco distante da Fatima. Improvvisamente si susseguono dei lampi accecanti e, davanti agli occhi dei tre ragazzi, appare una giovanetta che disse loro, come è risaputo, di essere la Madonna.

Il Terzo Segreto, come è stato svelato, riguarda nei suoi punti più salienti l'attentato a Giovanni Paolo II nel 1981. Il Segretario di Stato Angelo Sodano ha, infatti, spiegato che: "Secondo l'interpretazione dei pastorelli, interpretazione confermata anche recentemente da suor Lucia il "Vescovo vestito di bianco" è il Papa che prega per tutti i fedeli. Anch'egli, camminando faticosamente verso la Croce tra i cadaveri dei martirizzati (vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e numerosi laici) cade a terra come morto, sotto i colpi di arma da fuoco". Il terzo segreto rivelato ai tre pastorelli di Fatima può avere solo una chiave di lettura "di carattere simbolico". Il Cardinale Sodano, rievocando l'attentato del 13 maggio 1981 al Papa, ha anche aggiunto che "apparve chiaro che "era stata una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola", permettendo al "Papa agonizzante" di fermarsi "sulla soglia della morte".