Padre Maurizio di Gesù Bambino
(Edoardo Vigani)

Carmelitano Scalzo
Cesano Maderno (MI), 8 ottobre 1935 - Haifa (Israele), 14 dicembre 1997

“Pregatemi ed io vi aiuterò! Sarà questa la mia occupazione”

Chi è Padre Maurizio

Alle 00.15 di domenica 14 dicembre 1997, solennità di San Giovanni della Croce, presso l’ospedale di Haifa in Israele, spirava, stroncato da un mesotelioma, Padre Maurizio di Gesù Bambino O.C.D. (Edoardo Vigani), sacerdote di voti solenni, figlio della Provincia lombarda, membro della Comunità di El-Muhraka, (=Sacrificio), sulla catena del Monte Carmelo.

Nato a Cesano Maderno (Milano) l’8 ottobre 1935, alle 10.00 del mattino, il 15 ottobre, solennità di S. Teresa di Gesù, fu generato alla vita della grazia nella Parrocchia di Santo Stefano col nome di Edoardo. Il papà Emilio, originario di Villongo San Filastro (BG), di professione faceva il carrettiere. La mamma Barbara Maria Massardi era nata a Steg, nel Cantone Vallese della Svizzera da genitori immigrati. Il 29 aprile 1943, presso l’Istituto del Palazzolo di Torre Boldone (BG), fu ammesso alla Prima Comunione. Il 12 aprile 1945 ricevette il sacramento della Cresima da Mons. Bernareggi. Iniziati gli studi conseguì il diploma di III° Avviamento Professionale a Seregno.

Dopo il servizio di leva si iscrisse all’Accademia Militare, distinguendosi subito per le sue capacità. Fu però turbato dalle istruzioni militari, che nei dettagli spiegavano le tecniche su come usare la spada per uccidere e disgustato, abbandonò questa strada. Diventato in seguito tipografo, militò per un certo tempo in difesa dei diritti dei lavoratori. Intanto maturava progressivamente il desiderio di donarsi totalmente a Dio.

Nel 1960 entrò come postulante al Carmelo di Concesa in Trezzo d’Adda (MI). Iniziò il noviziato il 23 settembre 1962 ricevendo l’abito del Carmelo e il nome di fra Maurizio di Gesù Bambino. L’anno terminò con la professione semplice il 29 settembre 1963. A Piacenza, presso lo Studentato, completò gli studi di scuola superiore. Il 10 ottobre 1967, festa di Santa Teresa di Gesù Bambino, a Concesa pronunciò i voti solenni. Proseguì gli studi teologici a Brescia coronati il 12 giugno 1971 dall’ordinazione sacerdotale per l’imposizione delle mani di Mons. Morstabilini, Vescovo di Brescia. Andò a Roma, dove ottenne la Licenza in Teologia e conseguì una specializzazione in Mariologia, all’Università Marianum.

Al suo ritorno in Provincia ricopri numerosi incarichi: fu superiore e maestro degli studenti a Misobolo (TO); nell’agosto del 1978 fu eletto maestro dei Novizi a Concesa, carica che mantenne fino al dicembre del 1979 e che altre due volte gli fu in seguito affidata; nel 1980 trascorse l’anno sabbatico al Monte Carmelo in Israele, primo contatto con la terra di cui si innamorò presto. Tornato in Italia, fu anche Consigliere Provinciale nel triennio 1984/87. Il 30 giugno 1989 il permesso di Padre Bruno Zomparelli, Visitatore, gli apre la strada e le porte del convento Stella Maris sul Monte Carmelo. Qui gli fu affidata la casa situata sull’altra estremità della catena del Monte Carmelo, detta El-Muhraka, il Sacrificio. Sono anni di apostolato presso le suore di Haifa, di accoglienza dei pellegrini e di vita in quella solitudine che tanto lo attirava.

Nel giugno 1996 gli fu diagnosticata una rara forma di tumore. Rientrò a Milano per sottoporsi a delle cure più intense e gli fu confermata la diagnosi di mesotelioma, un tumore di natura acquosa.

Una persona amica ricorda: “Lo incontrai tre giorni dopo il suo arrivo in Ospedale al San Raffaele di Milano, e mi disse: Sai, il dodici giugno scorso era il mio 25° di Ordinazione e ho chiesto al Signore di farmi Lui la grazia che preferiva. Poi toccandosi al fianco dove aveva la massa tumorale continuò: Ecco, la grazia era questa! - era sfavillante e mi disse - Vado dal mio Signore, vado dalla mia Madonnina. Mi fai un po’ d’invidia! Perché sei malata anche tu? No, però tu vai a farti una bella vacanza in Paradiso!”. La stessa persona, ritornata a visitarlo in agosto, lo sorprese di spalle mentre scriveva al tavolo della camera. “Non voglio disturbarti, torno un’altra volta. Non importa - rispose, chiudendo il libro - sto scrivendo il diario della mia malattia. Che bellezza così un giorno lo leggeremo. No, non credo che sia una cosa che ti interessi - mi rispose - è soprattutto per i medici, perché nessuno pensa di scrivere la propria esperienza di malattia, invece è importante. Essendo passata in seguito in Convento a Milano in via Canova, andai a trovarlo con mio marito per un colloquio spirituale, durante il quale mi rammaricai di non poter più avere la sua direzione in futuro. Mi rispose: Ma io potrò fare molto di più per voi quando sarò in Paradiso. Pregatemi ed io vi aiuterò! Sarà questa la mia occupazione”.

A seguito di un breve miglioramento rientrò in Israele a Stella Maris. Il 28 luglio 1997 una forte emorragia lo costrinse ad un ricovero urgente all’Ospedale italiano di Haifa. I medici tentarono di tutto, a cominciare dalle applicazioni al cobalto, ma inutilmente: il male procedette inesorabile fino alla morte. Chi lo ha assistito ricorda lo straordinario atteggiamento che Padre Maurizio tenne durante questi mesi della sua passione in ospedale: sempre calmo e sereno, nonostante il male che lo divorava con lancinanti dolori. Mai un lamento. Rifiuto dichiarato della morfina per un’accettazione cosciente del dolore da unire a quello redentore di Cristo, per la Chiesa, per le vocazioni e per la Pace. Evidentissimo il suo riferimento a Cristo in croce. Più volte arrivò ad un’imitazione quasi fisica, spalancando le braccia come su di una croce reale. E innumerevoli furono le circostanze nelle quali, accennando con la mano destra e con gli occhi al cielo, mimava chiaramente il “Sia fatta la sua volontà!”.

Il giorno prima di morire sembrava migliorato. Egli chiese: Che giorno è oggi? “La vigilia della festa di San Giovanni della Croce”. Fra la meraviglia di tutti disse: Domani me ne andrò! Verso la mezzanotte del 13 dicembre, la sua ultima richiesta: con un filo di voce riesce ancora a farsi capire e chiede al Padre che l’assisteva, un’ultima assoluzione.

Domenica 14 dicembre 1997, solennità di San Giovanni della Croce, alle 00.15 con lui se ne va a cantar maitines al cielo. Nato alla vita della grazia nella solennità liturgica della Santa Madre Teresa di Gesù, Padre Maurizio chiude la sua parabola terrena in quella del Santo Padre Giovanni della Croce. La salma di Padre Maurizio di Gesù Bambino riposa ora nel cimitero che i Padri Carmelitani hanno sul Monte Carmelo, ad Haifa in Israele; là attende il ritorno di Cristo.

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