Cronologia SanJuanista

Le tappe di una avventura che continua ad accadere.

I. In Castiglia - Spagna

famiglia, infanzia, adolescenza e giovinezza (1542-1563)

1542

Fontiveros - 24 giugno o dicembre? - Nasce a Fontiveros in Spagna, ad una data incerta, Juan de Yepes Álvarez, da Gonzalo di Yepes e Catalina Álvarez. Lo precedono il fratello maggiore, Francisco, e il secondo, Luís, che morirà piccolo.

Il padre era qualcosa come gerente, amministratore o contabile, nonché rappresentante d'una solida ditta di seterie posseduta da parenti suoi a Toledo. La madre era orfana di padre e di madre e fu il marito ad iniziarla al telaio e a tessere la seta. Fanno un matrimonio "povero", dirà il figlio maggiore Francisco. La famiglia di Juan abitava in via Cantiveros, sulla strada che conduce al paese omonimo.

Fratelli di Juan:

Nella casa-telaio nascono
a) Francisco (1530)
b) Luís (tra il 1531 e il 1541).

1545

Poco dopo la nascita di Juan muore il padre Gonzalo. La madre Catalina con i figli si trasferisce a Torrijos y Gálvez (Toledo) in cerca di aiuto. Ritornano a Fontiveros tranne Francisco che rimane per un anno a Gálvez. Abbandonati dalla famiglia paterna tutto riposa sulla forze delle braccia di mamma Catalina.

1546

2 luglio - Un incendio distrugge la chiesa e manda in fumo i registri di battesimo della Parrocchia di San Cipriano: si ignorano il giorno, il mese e l'anno della sua nascita. Per via di deduzioni e di ipotesi, si è approdati alla conclusione che sia nato nel 1542, senza per altro averne prove dirette e documentate.

Nuovo viaggio a Gálvez per cercare Francisco e permanenza a Fontiveros per due o tre anni.

1548

Arévalo - Catalina si trasferisce con la famiglia ad Arévalo (Avila) in cerca di lavoro e alloggia in casa di un commerciante che possiede una piccola manifattura. Pare che in questo periodo sia morto il piccolo Luís.

1549-1450

Il fratello maggiore Francisco si sposa con Anna Izquierdo, originaria di Muriel de Zapardiel, poco distante da Arévalo. Francisco è analfabeta ma abile nei lavori manuali.

1551

Medina del Campo - Nuovo trasferimento degli Yepes Álvarez a Medina del Campo, in calle Santiago a nord della città. Catalina vi si trasferisce con Juan e sarà la dimora definitiva anche di Francisco e di sua moglie Ana. Ebbero otto figli e con essi le prove più dolorose per la coppia, come la perdita prematura di sette figli, l'unica sopravvissuta si fece monaca cistercense nel Monastero di Sancti Spiritus in Olmedo col nome di Bernarda della Croce.

Famiglia di autentici poveri che si distinsero per la loro carità e per il loro amore verso il prossimo.

È in questa famiglia che vive Juan e vi rimarrà per 12 anni (1551-1563), dai 9 ai 21 anni.

Juan entra nel Colegio de la doctrina, istituzione di beneficenza dove impara a leggere e scrivere e svolge alcune attività come servire messa e chiedere l'elemosina per il Colegio.

1552 (?)

In data imprecisata entra nell'Ospedale della Concepción o de las Bubas (sifilitici) con mansioni di infermiere e chiedendo elemosine per gli infermi.

Contemporaneamente lavora come apprendista in botteghe di falegname, sarto, intagliatore e pittore.

1559

Frequenta, grazie all'interessamento del direttore dell'Ospedale della Concepción, il Collegio della Compagnia di Gesù, dove è discepolo del padre Juan Bonifacio e Gaspar Astete. Corsi di latino, retorica, cioè la scuola superiore di studi umanistica e qualche lezione di filosofia. A contatto con questi ambienti matura progetti per il suo futuro.

1553-1563

Juan trascorre la sua vita in famiglia alternando lavoro manuale e studio e i servizi indicati, senza oscillazioni di rilievo. Non si hanno dati concreti.

frate carmelitano (1563-1568)

1563

24 febbraio - A 21 anni Juan de Yepes entra nel Convento di Sant'Anna, di Medina del Campo e riceve l'abito di Nostra Signora del Monte Carmelo e in omaggio del Santo del giorno prende il nome di Juan de Santo Matía.

1564

maggio e settembre - Nelle mani di padre Alonso Ruis, superiore del Convento di Sant'Anna emette la professione, assistono come testimoni padre Angelo de Salazar provinciale di Castiglia e l'amministratore dell'Ospedale della Concezione, Don Alonso Alvarez di Toledo, che tanto lo amava.

Durante il tempo del noviziato e prima della professione Juan de Santo Matía con i suoi compagni studiò la Regola e le Costituzioni, così come la storia e la spiritualità del Carmelo. È in questa circostanza che scopre che la Regola ha subito una mitigazione sanzionata da Eugenio IV nel 1432. Questa scoperta genererà una profonda crisi interiore, che lo condurrà a pensare, alcuni anni dopo, di lasciare il Carmelo per la Certosa e posteriormente a scegliere la Riforma della Madre Teresa de Jesús.

Salamanca - Negli ultimi mesi dell'anno si trasferisce a Salamanca stabilendosi nel convento-collegio di San Andrés, dell'Ordine, e prosegue la sua formazione culturale e scientifica nel centro universitario di Salamanca. Vi frequenta corsi di lettere, filosofia e teologia. Juan de Santo Matía appare immatricolato come artista-filosofo negli anni 1564-65, 1565-66 e 1566-67.

1567

15 aprile - È nominato Prefetto degli studenti del Collegio di San Andrés, dal Capitolo provinciale celebrato 

Medina del Campo - Juan de Santo Matía neo sacerdote torna a Medina del Campo per cantare la sua prima Messa.ad Avila. Viene ordinato sacerdote in Salamanca al principio dell'inverno, ma non si ha data certa.

agosto-ottobre - Durante i questi mesi si incontra per la prima volta con Teresa de Jesús venuta a Medina del Campo per la fondazione del secondo Carmelo della Riforma.

15 agosto - A Medina del Campo Teresa de Jesús fonda il secondo Monastero della sua Riforma. Partita, con un gruppo di sette monache, da Avila il 13 agosto. Con tre o quattro carri carichi di monache, roba, mobilia e utensileria indispensabile, accompagnati da un buon gruppo di conducenti, ha inizio la prima avventura che si ripeterà ben diciassette volte, per fondare nuovi Carmeli.

Durante questo tempo Juan de Santo Matía fa la conoscenza di Teresa de Jesús che gli propone di fondare un Convento di Carmelitani con lo stesso spirito che anima la comunità di San José di Avila.

Salamanca - novembre-dicembre - Ritorna a Salamanca e si immatricola come teologo all'Università.

1568

Prosegue i suoi studi di teologia in Salamanca. Terminato il Corso Accademico rientra a Medina del Campo e inizia a considerare con Teresa de Jesús gli aspetti della sua Riforma.

Valladolid - 9 agosto - Juan de Santo Matía parte con Teresa de Jesús alla volta di Valladolid dove è diretta con Antonia dello Spirito Santo (Henao), cinque monache e una postulante, per la fondazione di Valladolid. Il viaggio avvenne su un carrettone coperto da telo. Vi resterà circa due mesi, preparandosi così ad iniziare la riforma del Carmelo tra i religiosi.

15 agosto - Nella città di Valladolid, Teresa de Jesús fonda il quarto Monastero sotto il titolo della Concezione di Nostra Signora del Carmine. Approfittando della permanenza provvisoria delle monache a Rio de Olmos con la conseguente libertà dalla clausura Juan de Santo Matía poté godere di un momento provvidenziale per la messa a punto con Teresa de Jesús del progetto della Riforma.

Teresa de Jesús racconta: "Siccome restammo alcuni giorni senza clausura a causa degli operai che lavoravano per adattare la casa al bisogno, ebbi l'opportunità di informare padre Juan de Santo Matía di tutto lo stile della nostra vita, in modo che conoscesse a fondo ogni nostra pratica, sia riguardo alla mortificazione, sia alla forma di fraternità e di ricreazione che avevamo in comune" (Fondazioni 13,5).

frate carmelitano scalzo

Duruelo - 30 settembre (o primi di ottobre) - Dopo aver trascorso questo breve ma intenso apprendistato di stile teresiano Juan de Santo Matía parte da Rio de Olmos e si trasferisce a Duruelo (Avila) per riadattare la cascina a primo Convento della Riforma.

ottobre-novembre - Lavora intensamente durante questi mesi per la ristrutturazione del cascinale, una povera fattoria, che don Raffaele Meja y Velazques aveva regalato a Teresa de Jesús. Durante il viaggio si ferma qualche giorno ad Avila.

28 novembre - Nella lettera dell'8 gennaio 1569, il Priore Generale dell'Ordine Giovanni Battista Rossi, alle monache di Medina del Campo scriveva: "Desidererei sentire che ci sono dei Conventi di Carmelitani contemplativi per servire le vostre case e le nostre sorelle negli affari spirituali". Per la verità a quella data uno già esisteva.

Oggi, prima domenica d'Avvento, essendo Sommo Pontefice Pio V, Imperatore Massimiliano II e Re delle Spagne Filippo II e Generale dell'Ordine Giovanni Battista Rossi, in Duruelo, nei pressi di Avila, Juan de Santo Matía e Antonio Heredia iniziano la nuova vita carmelitana. Il Provinciale, padre Alonso González, celebra la Messa durante la quale Antonio Heredia (di Gesù), Juan de Santo Matía (Juan de la Cruz) e Giuseppe di Cristo, un diacono e membro del Convento di Medina del Campo, ricevono l'abito (confezionato da Teresa stessa) degli scalzi di rozza lana non tinta e si tolgono le scarpe, quindi nelle mani del Provinciale emettono la professione, secondo la Regola (detta primitiva) del 1247. Un altro religioso comincia questa vita, Lucas de Celis, il quale però non rinuncia alla Regola mitigata.

1569

L'anno seguente Duruelo è eretto in priorato e casa di noviziato, con Antonio di Gesù priore e Juan de la Cruz sottopriore e Maestro dei novizi. Il Convento in realtà era "un portico discreto, una camera divisa in due, un solaio e una piccola cucina: ecco l'edificio di quel nostro Convento!".

Pare che durante questo periodo Juan de la Cruz faccia una visita a Medina del Campo per incontrarsi con Teresa de Jesús.

Fine febbraio - Teresa de Jesús ripassando a Duruelo proveniente dalla fondazione del Monastero di Toledo così descrive la vita della cascina-convento di Duruelo che paragona alla "grotta di Betlemme":

"La prima settima della quaresima successiva proveniente dalla fondazione di Toledo passai da quelle parti. Arrivai di mattina. Antonio di Gesù (Heredia) stava spazzando sulla porta della chiesa con quel suo aspetto sorridente che gli è abituale. Gli dissi; "cos'è questo, padre mio? Ma dov'è andato l'onore". "Maledetto il tempo che ne feci caso!", rispose lui, significandomi il gran contento che ne aveva. Entrata in chiesa, fui presa d'ammirazione. Nel vedere lo spirito di fervore che il Signore vi aveva diffuso... Quante croci! Quanti teschi!... Il coro era stato fatto sul solaio verso il mezzo, dove il tetto era più alto. Là potevano dire le Ore e ascoltare la Messa, ma per entrare dovevano molto incurvarsi. Nei due angoli vicini alla cappella avevano disposto due piccoli romitori, nei quali non potevano stare che prostrati o seduti: ciò nonostante toccavano quasi il tetto con la testa. Vi avevano messo del fieno perché il luogo era molto freddo. Due finestrelle che davano sull'altare, due pietre per guanciali, e poi croci e teschi. Seppi che dopo Mattutino, invece di ritirarsi in cella, rimanevano là in orazione fino a Prima; vi si immergevano in tal modo che alle volte, levandosi per andare a Prima, si trovavano con gli abiti carichi di neve, caduta loro addosso senza che se ne fossero accorti! Andavano a predicare in molti villaggi vicini dove gli abitanti erano senza istruzione religiosa... Andavano a predicare a una lega e mezza e anche due lontano, assolutamente scalzi, perché le alpargatas, che allora non portavano, furono prescritte soltanto più tardi. Andavano così anche quando faceva freddo e vi era molta neve. E dopo aver predicato e confessato, tornavano in Convento a mangiare, molto tardi. La gioia che sentivano rendeva facile ogni cosa" (Fondazioni 14, 6-8).
1570

11 giugno - Il Convento di Duruelo avrà vita breve... la comunità si trasferirà nella nuova sede a Mancera de Abajo (Salamanca), un villaggio lontano circa tre miglia dal contado di Duruelo. Il Provinciale e altri frati accompagnano in processione la comunità di Duruelo alla nuova sede. Il cambiamento avveniva per ragione dell'insalubrità dell'aria e della strettezza dei locali. Juan de la Cruz continua il suo incarico di sottopriore e maestro dei novizi.

10 luglio - Nel Convento di Pastrana, professione religiosa dei primi due Carmelitani Scalzi: Ambrogio Mariano di San Benedetto (Azzaro) e il fratello converso Giovanni della Miseria (Narducci). Riceve la Professione Antonio di Gesù (Heredia), venuto da Mancera. Vi assistono anche Juan de la Cruz e Teresa de Jesús che si trattenne qualche giorno, interessandosi in modo particolare della formazione dei novizi.

8 ottobre - Nel Convento di Mancera de Abajo, assente il priore Antonio di Gesù (Heredia), emettono la professione nelle mani di Juan de la Cruz i primi novizi che erano entrati a Duruelo: Juan Bautista, nativo di Avila e Pedro de Los Angeles (García y Perez), originario di Lanzahita (Avila), secondo fratello converso tra gli Scalzi.

Metà ottobre - metà novembre - Viaggio problematico e non del tutto sicuro, a Pastrana (Guadalajara), per organizzare il noviziato.

Novembre - Passano da Mancera de Abajo, dirette alla fondazione di Salamanca, le Carmelitane Scalze provenienti da San José di Avila.

Nel gruppo si trova Anna di Gesù (Lobera) ancora novizia che ci racconta: "Lo stesso anno in cui ricevetti l'abito in Avila (1570) prima che io emettessi i voti nostra Madre (Teresa de Jesús) mi condusse alla fondazione... di Salamanca. Ci fermammo a Mancera de Abajo... e visitammo il convento dei frati Scalzi. Essi ci mostrarono ciò che nostra Madre e la sua compagna Antonia dello Spirito Santo (de Henao) avevano insegnato in vista della fondazione di quel convento. Allora vivevano in quel luogo i primi due Scalzi, cioè il priore Antonio di Gesù (Heredia) e il sottopriore Juan de la Cruz. Essi avevano imparato dalla nostra santa Madre il loro stile di vita. Lei ci raccontava con gusto le minuzie che essi le domandavano e il modo in cui, più o meno cinque anni dopo che aveva fondato la prima casa di monache, il Signore glieli aveva fatti incontrare. Essi in particolare mi raccontarono molte cose in proposito, per cui so con certezza che lei fu fondatrice tanto loro come nostra. Essi la ritengono tale e così faranno anche in futuro" (Biblioteca Mistica Carmelitana 18,464).

A Mancera de Abajo Juan de la Cruz continua l'ufficio di sottopriore e Maestro dei novizi fino al febbraio del 1571 quando lascerà Mancera de Abajo per recarsi ad organizzare il noviziato di Pastrana.

1571

Alba de Tormes - 25 gennaio - Juan de la Cruz accompagna Teresa de Jesús alla fondazione del Monastero di Alba de Tormes, piccola città a 20 chilometri da Salamanca. Ottavo Monastero della Riforma.

Tre furono le fondazioni che videro la presenza sia di Teresa de Jesús che di Juan de la Cruz: Valladolid, Alba de Tormes e Segovia.

Ritorna a Mancera de Abajo per un mese.

Aprile - Parte da Mancera de Abajo con destinazione Alcalá de Henares, come Rettore del Collegio universitario degli scalzi fondato nel novembre del 1570.

Pastrana - Aprile-maggio - Juan de la Cruz viene inviato da Teresa di Gesù a reprimere gli eccessi eremitico-penitenziali nel secondo convento degli scalzi lì fondato all'ombra della casata degli Eboli.

1572

Aprile-maggio - Si sposta da Alcalá de Henares a Pastrana per mettere ordine in quel noviziato, ritornando in fretta alla residenza di Alcalá.

Avila - Maggio-giugno - Parte da Alcalá con destinazione Avila come Vicario e confessore e direttore spirituale delle monache calzate del Monastero de La Encarnación, dove Teresa de Jesús è stata nominata priora in un clima di resistenza e contestazione da parte delle monache. Vi rimane fino al 1577.

6 giugno - In questo giorno, festa della Trinità, dopo il Vespro, mentre Teresa de Jesús era in parlatorio nel Monastero de La Encarnación di Avila dove era priora, e parlava con Juan de la Cruz, furono visti entrambi rapiti in estasi dalla contemplazione del mistero di Dio.

Giugno-luglio - viaggio a Medina del Campo per esaminare lo spirito di Isabella di San Jerónimo, religiosa di quella comunità.

Ottobre - Si tengono le elezioni: le monache votano per Teresa de Jesús contro la volontà dei loro superiori e vengono private dei sacramenti.

1574

Marzo - Accompagna Teresa de Jesús alla fondazione del Monastero di Segovia. Ritorna ad Avila dopo alcuni giorni.

1575

21 maggio - Nella città di Piacenza in Italia, presso la chiesa di Santa Maria di Borghetto, si apre il Capitolo Generale dell'Ordine Carmelitano, nel quale, in seguito a sinistre informazioni, gli Scalzi vengono tacciati di "disubbidienti, ribelli e contumaci". Tale Capitolo condannò l'opera riformatrice di Teresa de Jesús e di Juan de la Cruz, decise la soppressione di quasi tutti i Conventi degli Scalzi e ingiunse alla Madre Teresa de Jesús di interrompere le fondazioni e ritirarsi in un Monastero della Castiglia.

1576

Maggio - Ai primi del mese Juan de la Cruz è detenuto, insieme al suo compagno, Germano di San Mattia, nel Monastero de La Encarnación di Avila, dai padri Calzati e poi incarcerato a Medina del Campo. Dopo pochi giorni è liberato per ordine del Nunzio Apostolico Ormaneto.

1577

La notte tra il 2 e il 3 dicembre - Juan de la Cruz è arrestato, insieme al suo compagno, dai padri calzati con l'appoggio della forza pubblica, sotto l'accusa di ribelle per aver seguito l'impulso riformatore di Teresa. Juan de la Cruz è arrestato e rinchiuso nel carcere del Convento Carmelitano di Toledo perché considerato ribelle ai Superiori Generali dell'Ordine. Germano di San Mattia, suo compagno nell'assistenza spirituale alle monache de La Encarnación di Avila, è imprigionato a San Paolo de la Moraleja.

Toledo - Juan de la Cruz resta nove mesi in un locale prima adibito a latrina, senza luce se non per un piccolo sfiatatoio in alto, e così piccolo che a stento ci si poteva stare distesi; lì scrive alcuni Romances e le prime 31 strofe delle Canciones de la Esposa, che assunsero poi il titolo di Cantico spirituale.

1578

14 agosto - La vigilia dell'Assunta Juan de la Cruz, in carcere a Toledo, manifesta al fratello converso Juan di Santa Maria, suo custode, un desiderio: "Domani è la festa della Madonna e mi piacerebbe molto celebrare la Messa". Il favore non viene concesso dai Superiori. Juan de la Cruz si prepara alla fuga.

16-18 agosto - Durante l'ottava dell'Assunta, Juan de la Cruz evade la notte del 17 agosto dal carcere calandosi dalla finestra, raggiunge di buon mattino il Monastero di Toledo e provvidenzialmente si può nascondere in clausura.

In giornata racconta alle monache i particolari della sua lunga prigionia e della fuga e recita le poesie che ha composto in carcere: "En una noche oscura...", "¿Adónde te escondiste...?". Maria di Gesù (López de Rivas, oggi Beata), giovane novizia da un anno in Monastero, fa così la conoscenza di Juan de la Cruz, che diverrà poi direttore della sua anima, come lei stessa confessa in una bellissima testimonianza: "Quello che io so delle grandi virtù del nostro Juan de la Cruz è che lo trattai e vidi molte volte, e sempre conobbi in lui grande santità e uno spirito tutto del cielo. Insegnava una grande abnegazione e mortificazione e distacco da tutte le cose, perfino dalle cose molto spirituali, mettendo le anime in una grande conformità con la divina volontà e nel desiderio del più perfetto. Questo è quanto ho visto e conosciuto". Maria di Gesù ha diciotto anni, emetterà la Professione religiosa l'8 settembre seguente.

Agosto-settembre - Juan de la Cruz rimane per circa un mese nascosto nella casa-ospedale di Santa Cruz di Toledo, sotto la protezione di Don Pedro González de Mendoza, una delle famiglie di Grandes de España favorevoli alla riforma teresiana.

II. Andalusia

superiore e direttore di anime (1579-1589)

Settembre-ottobre - Verso la fine di settembre Juan de la Cruz parte verso l'Andalusia, giungendo ai primi di ottobre ad Almodóvar del Campo, dove i Carmelitani Scalzi sono riuniti in Capitolo (il 2° della loro storia).

Ottobre-novembre - dopo una breve sosta ad Almodóvar prosegue il suo viaggio verso la Peñuela e a Beas, dalle monache scalze.

Novembre - raggiunge finalmente la sua destinazione con l'incarico di vicario del piccolissimo convento di El Calvario. È il suo primo soggiorno in Andalusia.

Durante il decennio visita quasi settimanalmente il Monastero delle Carmelitane di Beas e lì incontra Anna di Gesù, che è la priora, e stabilisce un intenso rapporto con le scalze di quel convento dove continuerà a recarsi sia a piedi da El Calvario, sia a dorso di una mula da Baeza.

1579

Aprile-maggio - si occupa dei preparativi per la fondazione del Convento di Baeza.

Redige in questo tempo una parte dei suoi Scritti brevi: Cautele, Avvisi e Monte di Perfezione.

Al Convento di El Calvario, nell'alta valle del Guadalquivir, scrive probabilmente il testo poetico che comincia col sintagma "In una notte oscura", e comincia a ideare e scrivere le opere in prosa.

13 giugno - parte con dei compagni dal Convento di Nostra Signora del Monte Calvario (El Calvario), a una lega dalla città di Villanueva di Arçobispo, e raggiunge la città di Baeza per la fondazione del nuovo Collegio di Nostra Signora del Carmine.

14 giugno - In Andalusia nella città di Baeza, fondazione del Collegio di Nostra Signora del Carmine. Juan de la Cruz col consenso del Provinciale, Angelo de Salazar, fonda con tre compagni, Innocenzo di Sant'Andrea, Giovanni di Sant'Anna e Pietro di Sant'Ilarione questa nuova casa.

Scrive Innocenzo di Sant'Andrea: "Ricordo che tutto quanto portavamo con noi da El Calvario per adornare la chiesa, compresa la mensa e le altre suppellettili dell'altare per la fondazione, era caricato su un'asina; i religiosi andavano a piedi, e anch'io tra essi, con i loro bastoni. Essendo la vigilia della SS. Trinità, pur dovendo percorrere più di dieci leghe, osservavamo il digiuno prescritto". Tocca a Juan de la Cruz officiare la prima Messa: è la festa della Trinità.

Nel libro ufficiale viene scritto l'atto di nascita del Convento: "A gloria ed onore di Nostro Signore e della Vergine Santissima sua Madre, essendo sommo Pontefice Gregorio XIII, re di Spagna don Filippo II e vescovo di Jaén don Diego de Deza, venne fondato questa collegio di Carmelitani Scalzi della primitiva osservanza".

1580

Dietro suggerimento di Teresa de Jesús si reca per la prima volta al Monastero delle Carmelitane Scalze di Caravaca.

In questo stesso anno muore, vittima del catarro universale che colpì la Spagna, Catalina Álvarez, mamma di Juan de la Cruz. Alla morte assistettero il figlio maggiore Francesco e sua moglie Anna Izquierdo; lontano a Baeza, Juan de la Cruz.

Orfana fin dall'infanzia a Toledo, Catalina va giovinetta a lavorare a Fontiveros in casa di una ricca vedova toledana; il matrimonio impari con Gonzalo; la vendetta dei parenti, che lasciano la famiglia nella miseria, colpita dalla morte del marito e del figlio Luís. La figura morale di Catalina, madre sollecita ed intraprendente, si arricchisce di un tratto molto rilevante e significativo: diventa come una madre per i poveri e i bambini abbandonati. La sua casa si trasforma in casa della carità, dove i più bisognosi trovano un po' di cena, un letto o una stuoia per riposare. È praticamente impossibile fare di più con così poco. In quest'ambiente cresce Juan de la Cruz. Dal 1551 al 1580, anno della sua morte, Catalina vive a Medina del Campo. Nella strada dove lei abita, Teresa de Jesús fonda un Monastero nel 1567: da quel momento Catalina comincia a frequentarlo. L'amicizia e la stima per la mamma di Juan cresce molto e raccomanda alle sue monache di prestarle aiuto in tutto ciò di cui può aver bisogno. Ne è rimasta traccia nel Libro de Cuentas del Monastero che annotano spese fatte in favore di Catalina. Ve ne sono alcune firmate da Teresa de Jesús stessa. Dopo aver vissuto all'ombra delle figlie di Teresa de Jesús, accompagnata dal loro affetto, riceve riposo e sepoltura nel Monastero stesso. Si sente, e così la percepiscono le monache, come una sorella della comunità o come madre della famiglia. Le sue spoglie giacciono (dal 1900) nel muro sotto un arco del chiostro del Monastero, ed una lapide reca la scritta: "qui giace la venerabile signora Catalina Álvarez, madre del nostro padre San Juan de la Cruz".

Juan de la Cruz fu superiore del Convento di Baeza dalla sua fondazione fino al mese di marzo del 1582, quando fu eletto priore di Granada.

1581

Marzo - viaggio ad Alcalá de Henares per partecipare al Capitolo dell'erezione della provincia dei Carmelitani Scalzi.

3 marzo - In forza del Breve Apostolico Pia consideratione di Gregorio XIII (12 giugno 1580), si tiene tra il 3 e il 16 di marzo nel Collegio di San Cirillo di Alcalá de Henares il Capitolo che sancisce la separazione giuridica e l'erezione dei Carmelitani Scalzi in Provincia autonoma, con proprio Superiore sotto l'immediata dipendenza del Priore Generale dell'Ordine dei Carmelitani. Primo Provinciale della nuova Provincia è eletto Jerónimo della Madre di Dio (Gracián).

Il 4 marzo, sabato, verso le nove e trenta del mattino l'assemblea elegge i quattro Definitori o consiglieri; il terzo è Juan de la Cruz. Con questo Capitolo gli Scalzi raggiungono personalità giuridica indipendente. Juan de la Cruz è pure eletto priore, per la prima volta, del Convento di Los Mártires di Granada. Il medesimo Capitolo offrì alla Riforma il testo completo delle Costituzioni.

Fa diversi viaggi, tra i quali spicca quello ad Avila per invitare Teresa de Jesús a partecipare alla fondazione del convento delle scalze di Granada. Per la Madre, l'incontro con Juan de la Cruz fu assai più gradito che la proposta di cui era latore. Era la prima volta che si rivedevano dopo che egli era stato imprigionato ed era evaso dal carcere di Toledo. Juan de la Cruz ritornò sui suoi passi senza la Madre stanca ed impegnata già nella fondazione di Burgos. Non si sarebbero più visti! Tuttavia non lasciava Avila a mani vuote: congedandolo Teresa de Jesús lo fece accompagnare da due monache di Avila: Maria di Cristo e Antonia dello Spirito Santo, una delle prime quattro compagna degli inizi di San José. A Malagón si sarebbe unita loro un'altra religiosa, da Beas sarebbero partite le rimanenti, capeggiate da Anna di Gesù (Lobera). La comitiva guidata da Juan de la Cruz partì da Beas de Segura il 5 gennaio.

1582

20 gennaio - A Granada, fondazione del sedicesimo Monastero della Riforma, voluto da Teresa de Jesús. Non potendo fondare lei stessa il Monastero perché impegnata nella fondazione di Burgos, incarica Anna di Gesù (Lobera).

1582-1588

Risiede a Granada come priore del convento de Los Mártires, situato di fronte all'Alhambra; e lì scrive le sue quattro grandi opere in prosa: Salita sul monte Carmelo, Notte oscura, Cantico spirituale e Fiamma d'amor viva. Vi trascorrerà sei anni intensi in cui il Convento raggiunge un grande splendore.
1583

Maggio - Il Capitolo di Almodóvar del Campo lo nomina priore per seconda volta.

1585

17 febbraio - A Málaga, Juan de la Cruz, Vicario Provinciale dell'Andalusia, fonda il Monastero delle nostre monache sotto il titolo dei Ss. Giuseppe e Pietro. Juan si dirige verso Málaga accompagnato dalle monache fondatrici all'inizio del 1585 giungendo in città verso la metà di febbraio. Lascia come priora della nuova fondazione Maria di Cristo (Aguila), professa di José di Avila, e come sottopriora Maria di Gesù (Godínez y Sandoval), professa di Beas. Ritornerà a Málaga dopo il Capitolo di Madrid del maggio 1585, in seguito alla disgrazia di Caterina Evangelista che morì gettandosi da una finestra.

1-17 maggio - Il Capitolo di Lisbona in Portogallo terminando il suo priorato lo elegge secondo Definitore.

Ottobre - Il Capitolo celebrato a Pastrana lo nomina vicario Provinciale di Andalusia.

1587

Aprile - Il Capitolo di Valladolid al termine dell'ufficio di vicario Provinciale lo elegge per la terza volta priore di Granada. Educatore spirituale della comunità, responsabile ed operaio allo stesso tempo nella costruzione dell'edificio e nell'orto, confessore e direttore spirituale delle Carmelitane Scalze, e di tutti coloro che si rivolgono a lui, benefattore dei poveri, infermiere... "Nessun convento godette tanto dell'esempio, della dottrina e del governo di Juan de la Cruz come Los Mártyres di Granada" (Silverio di Santa Teresa).

1588

Entra a far parte del nuovo organo dirigente dell'Ordine, la Consulta.

1585-1587

È vicario provinciale di Andalusia e fa diverse nuove fondazioni.

1586

3 maggio - A Segovia Juan de la Cruz con l'aiuto della sua amica Anna de Peñalosa fonda il Convento di Nostra Signora del Carmine. Fondatore Gregorio Nazianzeno, vicario provinciale di Castiglia nel 1586. Juan era giunto a Segovia la prima volta nel 1574 accompagnando Teresa de Jesús alla fondazione del Monastero e vi era ritornato nel 1587 durante il viaggio alla volta del Capitolo di Valladolid (1587).

18 maggio - A Cordova, Juan de la Cruz mentre è Vicario Provinciale dell'Andalusia fonda il Convento di San Rocco e lascia come primo priore Agostino dei Re. Il Convento fu sede di noviziato. Narra Juan de la Cruz: "Era la domenica dopo l'Ascensione, e venne il vescovo e predicò lodandoci molto. La casa si trova nel posto migliore della città, nel territorio della chiesa Maggiore".

1° settembre - Il Definitorio dei Carmelitani Scalzi riunito, presente Juan de la Cruz, decreta la edizione delle Opere di Teresa de Jesús. Già prima, nel 1584, Juan de la Cruz nel suo Cantico Spirituale aveva manifestato il suo desiderio di veder pubblicate quanto prima le Opere della Madre. L'edizione auspicata vedrà la luce nel 1588 ad opera del grande umanista agostiniano Luís de León.

12 ottobre - A La Manchuela fondazione del Convento della Concezione, fondato da Juan de la Cruz, Vicario Provinciale dell'Andalusia, che pone il Santissimo nella nuova casa, fra danze e musiche e manifestazioni di giubilo.

18 dicembre - Nella città di Caravaca, Juan de la Cruz, Vicario Provinciale dell'Andalusia, fonda il Convento di Nostra Signora del Carmine.

III. Ritorno in Castiglia

1588

Il Capitolo di Madrid del 1588 lo elegge primo definitore generale e poi priore di Segovia. Giunge a Segovia nell'inverno, ad una data imprecisata, del 1588 e si dedica con energia e fervore alle opere di ricostruzione del Convento e di ampliamento dei terreni, come l'acquisto della Peñas Grajeras, della quale prese possesso il 4 giugno 1589.

Risiedette in questo Convento fino all'inverno del 1591, quando partì per La Peñuela. Questa, si può dire, è la casa di Juan de la Cruz che egli fonda, ricostruisce, amplia, decora, cerca finanziamenti, aiuta operai e manovali, mobilita la comunità. Egli stesso vi lavora duramente per lunghe ore.

Vi si raccoglie durante tre anni, senza viaggi o spostamenti. E qui si conservano i suoi resti dopo la morte avvenuta ad Úbeda (1591).

Ad Anna de Peñalosa, fondatrice del Convento, Juan de la Cruz dedicherà la Llama de amor viva.

24 maggio - Juan de la Cruz fonda il Convento di Bujalance sotto il titolo di Nostra Signora del Monte Carmelo.

le ultime prove (1590-1591)

1590

Primo scontro con Doria nel capitolo generale straordinario.

1591

2 giugno - Nel Convento di Sant'Ermenegildo a Madrid si svolge il Capitolo generale ordinario, festa di Pentecoste. Juan de la Cruz vi partecipa con il socio Giovanni di Sant'Anna. Nessuno dei 65 gremiali darà un qualche voto a Juan de la Cruz. Per la prima volta dall'inizio delle Riforma (1568) è esonerato da ogni incarico. Juan de la Cruz collaborò fedelmente con Nicolò di Gesù Maria (Doria) come consigliere provinciale fin dal 1585 e vicario generale dal capitolo del 1588 fino a quello del 1591.

In questo capitolo prese la parola in difesa di Jerónimo Gracián e si oppone apertamente ad abbandonare il governo delle Monache, come proponeva Nicolò di Gesù Maria (Doria), e chiede che non si moltiplichino le leggi. Inoltre già nel Definitorio che ha luogo immediatamente dopo il Capitolo lo si destina in Messico come vicario provinciale; intanto provvisoriamente, mentre prepara il viaggio, chiede di ritirarsi nella solitudine de La Peñuela.

Dopo essersi congedato dalle sue comunità di Segovia, a Madrid da Donna Anna de Mercado y Peñalosa e dalla famiglia di Jerónimo Gracián, accompagna Elia di San Martino a Toledo e continua per La Peñuela, oggi La Carolina.

IV. In Andalusia

10 agosto - Giunto a La Peñuela si pone a disposizione del provinciale, Antonio di Gesù (Heredia) suo antico compagno a Duruelo, che per il momento lo lascia nella solitudine che cercava.

Si parla di una sua destinazione nelle missioni messicane; intanto Diego Evangelista ha avviato contro di lui un procedimento disciplinare con l'accusa di aver avuto commercio carnale con le monache.

Settembre - La spedizione era pronta, attendeva solo Juan de la Cruz per salpare. Egli, ammalato, rispose che "Non era più il tempo di trattare delle Indie della terra ma di prepararsi per quelle del cielo". Juan morirà infatti il 14 dicembre.

23 settembre - Muore a Madrigal Fray Luís de León, una delle figure più rappresentative nella storia di Salamanca e della sua Università.

Poeta, poliglotta (tra cui l'ebraico), filosofo, teologo, biblista, giurista, scrittore, poeta, mistico, Luís de León è uno dei grandi maestri contemporanei di Teresa de Jesús e di Juan de la Cruz. Nato a Belmonte (Cuenca) nel 1527 Luís de León entrerà tra gli Agostiniani (1543) e professa nel 1544. A Salamanca occupa la Cattedra di San Tommaso, di Durando, di Filosofia morale, di Sacra Scrittura, e sporadicamente anche quella di Teologia morale. Viene incarcerato dall'Inquisizione a causa delle sue teorie bibliche e rimane in carcere dal 1572 al 1576. Dopo quattro anni di assenza riprendendo le lezioni all'Università di Salamanca comincia dicendo: "Ieri dicevamo...". Anche lui, come Juan de la Cruz, in carcere scriverà la sua opera principale Los Nombre de Cristo, e, appena uscito, i versi famosi: "Qui l'invidia e la menzogna / mi tennero rinchiuso. / Felice l'umile stato / del saggio che si ritira / da questo mondo malvagio, / e con povera tavola e casa, / nella campagna amena / solo di Dio si contenta; / e solo la sua vita trascorre/ né invidiato né invidioso".

Con Juan de la Cruz è uno dei più grandi lirici spagnoli. Certamente si sono conosciuti all'università di Salamanca. Anna di Gesù (Lobera) trovandosi a Madrid invita Luís de León e lo spinge a preparare l'edizione principe (1588) degli scritti di Teresa de Jesús. Luís de León scelse, a Salamanca, uno dei migliori stampatori del Paese, Guglielmo Foquel, e procurò che i Testi di Teresa de Jesús (tranne il Libro delle Fondazioni), uscissero dalla tipografia in una veste molto accurata. Ebbe tre Edizioni in due anni! Teresa de Jesús non poteva pretendere di più!

11 novembre - A Úbeda, Juan de la Cruz riceve il Viatico con molto fervore: l'Eucaristia era sempre stata al centro della sua vita "la fonte che io bramo, in questo pane di vita io la vedo, anche se è notte".

Il 12 dicembre, verso sera, Juan de la Cruz chiede il Santo Viatico che riceve con visibile amore.

Il 13 dicembre prega il priore di venire da lui: gli chiede perdono del disturbo e delle spese che ha causato al Convento e, indicando l'abito carmelitano, gli dice: "Padre, ecco l'abito della Vergine che mi è stato dato in uso; io sono povero e non ho nulla con cui essere sepolto; prego perciò Vostra Reverenza di darmelo in elemosina". Il priore allora si commuove, si mette in ginocchio e gli chiede perdono e la benedizione. Poi esce piangendo dalla cella.

Il giorno 14 Juan de la Cruz chiede che gli sia amministrata l'Unzione degli infermi e, ricevutala, prende in mano il Crocifisso, Lo fissa a lungo e a lungo Lo bacia sui piedi. I dolori che lo affliggono divengono sempre più atroci, ma non si lamenta e non chiede sollievo. Sulla spalla destra gli si è aperta una piaga grande come un pugno, ma non dice nulla, neppure al medico.

La sera del giorno 14 chiede all'infermiere che ora sia e, saputo che sono le 22, prega i frati che circondano il suo giaciglio di andare a riposare perché, dice, non è ancora giunta la sua ora. E si raccoglie in preghiera. Quando gli dicono che sono le 23 e 30 fa chiamare i frati e chiede al priore che gli porti il Santissimo Sacramento, per adorarLo ancora una volta sulla terra. Poi chiede nuovamente:

"Che ore sono?".

"Sono quasi le 24" gli viene risposto.

"Ebbene, a quell'ora sarò a cantare Mattutino in Cielo!".

Poco dopo si odono le campane della chiesa di San Salvatore che suonano la mezzanotte, l'ora della recita di Mattutino. Allora lo si vede accostare il Crocifisso alle labbra e dirGli lentamente, parola per parola: "Nelle tue mani, o Gesù, io consegno il mio spirito".

E con queste parole, senza rantolo né agonia, va a vedere in Cielo quel Gesù che aveva tanto amato sulla terra.

Il corpo di Juan de la Cruz non riposa ad Úbeda: esso è ritornato a Segovia, nella chiesa del suo Convento, ove una tomba gli è stata eretta dalla pietà e dall'amore dei fedeli.

Ma il suo spirito è nella gloria di Dio; ed è accanto a noi, per guidarci ancora, come fece quando era vivente sulla terra, alla vetta del monte santo della perfetta e beatificante unione con la divina Trinità.

Juan de la Cruz - dopo la morte

1593

A tre anni dalla morte di Juan de la Cruz, i suoi resti sono trasferiti da Úbeda a Segovia, dove riposano ancora.

1607

30 novembre - A Medina del Campo muore Francesco de Yepes, fratello maggiore di Juan de la Cruz. Nato nel 1530 a Fontiveros, figlio primogenito di Gonzalo de Yepes e di Caterina Álvarez. Dopo aver vissuto l'infanzia a Fontiveros e un breve soggiorno a Gález in casa di uno zio medico, si installò con sua madre e il fratello Juan ad Arévalo.

Francesco con la moglie resero visita a Juan de la Cruz a Duruelo (1568), vi era con loro anche la mamma Catalina Alvarez. Anna lava la biancheria, Catalina si occupa della cucina e Francesco come tuttofare svolge i diversi lavori che capitano.

Una volta - a Granada - presentando suo fratello Francesco, analfabeta e marginale, Juan de la Cruz disse: "Le presento mio fratello che è la persona al mondo che io più stimo. Qui lavora nei campi e si guadagna la giornata come gli altri operai, perché non ha altra ricchezza che il suo lavoro". Fu sepolto probabilmente il giorno dopo la morte, con opinione di santo, nella chiesa del Convento di Sant'Anna dei Calzati della stessa città. José Velasco scrisse la sua vita: Vita e Virtù del venerabile Francesco de Yepes - Valladolid, 1615. Per questa fama di santità i suoi resti vennero traslati il 4 novembre 1612 nella cappella del Cristo della medesima chiesa.

1624

Inizia il Processo Ordinario o diocesano per la beatificazione; interrotto nel 1618, è ripreso dopo varie interruzioni.

1627

Inizia il Processo Apostolico.

1675

25 gennaio - Clemente X promulga il Breve Spiritus Domini. Con questo documento Juan de la Cruz è proclamato Beato.

21 aprile - Sua Santità Clemente X nella Basilica di San Pietro in Roma iscrive solennemente nell'Albo dei Beati Juan de la Cruz.
1679

14 gennaio - A Medina del Campo nel Monastero di San Giuseppe solenne traslazione dei resti.

1726

12 gennaio - Cinquant'anni dopo la proclamazione a Beato di Juan de la Cruz viene promulgato il decreto Pia Mater Ecclesia di Benedetto XIII, che autorizza la sua canonizzazione.

27 dicembre - Nel giorno natalizio di San Giovanni Evangelista, Benedetto XIII nella Basilica di San Pietro in Roma ascrive solennemente nell'Albo dei Santi il Beato Juan de la Cruz. Insieme innalza alla gloria dei Santi: Pellegrino Laziosi dei Servi di Maria e Francesco Solano dei Minori Osservanti.

1729

22 aprile - Carlo IV, Imperatore di Germania, dichiara San Juan de la Cruz, Patrono della sua Famiglia e del suo Impero, fra i quali il Ducato di Mantova, della cui città lo dichiara Patrono secondario. Benedetto XIII confermerà i decreti imperiali con una Bolla in data 13 agosto del medesimo anno.

1926

24 agosto - Pio XI dichiara solennemente San Juan de la Cruz Dottore della Chiesa Universale.

1952

21 marzo - Viene riconosciuto civilmente a Juan de la Cruz il titolo di Patrono dei poeti spagnoli.

1982

4 novembre - Sua Santità Giovanni Paolo II, pellegrino in Spagna in occasione del IV Centenario della morte di Santa Teresa de Jesús, visita a Segovia il sepolcro di San Juan de la Cruz.

1990

14 dicembre - Al compiersi del quarto centenario della morte di San Juan de la Cruz, Dottore della Chiesa, Giovanni Paolo II indirizza Urbi et Orbi la Lettera Apostolica "Maestro della fede".

1991

29 novembre - Mentre il Carmelo Teresiano celebra il quarto centenario della morte di San Juan de la Cruz, Giovanni Paolo II, iscrive solennemente nell'Albo dei Santi il Beato Raffaele di San Giuseppe (Josef Kalinowski), il Santo della sua città natale di Wadowice.