Opere, pensiero, dottrina di Teresa di Gesù Bambino

Genesi di "Storia di un'anima"

Nel 1895 la sorella Pauline, Madre Agnese di Gesù, allora sua priora, ordinò a Teresa di mettere in iscritto i suoi ricordi. Nacque così il "Manoscritto autobiografico A" redatto quindi quando ancora non era iniziata la prova della fede. Le circostanze del Ms B nascono diversamente: l'8 settembre 1896, Teresa celebra nel segreto del suo cuore il sesto anniversario di vita religiosa e scrive a Gesù una lunga preghiera di ringraziamento (ciò costituirà la seconda parte del Ms B). La sorella Maria le chiede di scrivere una parola su questo ritiro. Teresa le scrive una lettera di due pagine (la prima parte del Manoscritto B) a cui aggiungerà il ringraziamento a Gesù. Seguirà poi la lettera 197 in cui Teresa spiegherà il tutto a Maria. Con il Ms C, Teresa riprende la parabola del "piccolo fiorellino bianco" iniziata quando sua sorella, Madre Agnese di Gesù, era priora. Madre Maria di Gonzaga, cui viene dedicato il manoscritto, ha accolto la Professione religiosa di Teresa: la riconoscenza per Dio e per la priora trabocca e si trasforma in canto. Più che narrare le sue vicende biografiche degli ultimi due anni che le restano (1896-1897), Teresa di Gesù Bambino descrive le sue sorprendenti maturazioni teologali, due in particolare: la sua fede è in un vicolo cieco, minata e assediata dal sospetto abbondantemente seminato dalla cultura atea del razionalismo e scientismo del suo tempo; la pratica "appassionata" dell'amore e della dedizione alle sorelle è la risorsa che apre nuove vie alla fede.

L'insieme di questi tre manoscritti formò quell'opera postuma che prenderà il titolo di Storia di un'anima, libro che ebbe una accoglienza eccezionale, nel quale Teresa racconta la sua vocazione e la semplicità della sua vita. La carmelitana ha chiaramente precisato il suo progetto sin dall'inizio del Manoscritto:

"Mi ha chiesto di scrivere spontaneamente ciò che mi si presentasse al pensiero; non è dunque la mia vita propriamente detta che mi accingo a scrivere, ma i miei pensieri sulle grazie che il buon Dio s'è degnato accordarmi" (Ms A). Anche dopo l'edizione critica i manoscritti venivano riprodotti secondo un ordine cronologico.

Malgrado la sua grande popolarità, già immediatamente successiva alla sua morte, fu soltanto a partire dal 1957 che si cominciò a lavorare alla pubblicazione critica dei suoi scritti, in parte precedentemente ritoccati, anche se non manomessi, da chi ne aveva curato le pubblicazioni. Manipolazioni che in parte snaturavano la vera figura di Teresa accreditandone una immagine più vicina ai canoni dell'epoca, (ritocchi che Teresa stessa aveva autorizzato a compiere qualora Madre Agnese avesse ravvisato qualcosa di contrario all'insegnamento della Chiesa. Anche lei, come Teresa di Gesù e Giovanni della Croce - cfr. prefazione ai loro scritti -, non vuole in nessun modo proporre qualcosa che la Chiesa non approvi e non ratifichi). Tale lavoro di recupero è stato portato a termine nel 1973 con la prima edizione critica detta "del Centenario". Occorre però dire che i ritocchi apportati da madre Agnese non hanno mai ritoccato o corretto i testi originali di Teresa. Chiunque può verificarlo rifacendosi alla copia fotostatica che di essi è stata curata da p. Francesco di Santa Maria nel 1956. In essi non figura nessun ritocco. In fondo madre Agnese è come se avesse steso una biografia sulla sorella utilizzando i manoscritti di lei, ritoccando idee e concetti della sorella, come farebbe un qualsiasi scrittore. Si potrebbe dire che noi ci troviamo di fronte a Santa Teresa di Gesù Bambino secondo...

A distanza di venti anni da quella prima edizione, nel 1992 esce la nuova edizione critica del centenario in otto volumi delle opere complete di Teresa.

Bibliografia

Edizione Critica delle Opere Complete (1992), fondamentale per un approccio al pensiero di Santa Teresa di Lisieux, comprende i seguenti scritti:

Manoscritto autobiografico A (1895)
Manoscritto autobiografico B (1896)
Manoscritto autobiografico C (1897)
54 Poesie (1893-1897)
21 Preghiere (1884-1897)
266 Lettere (1877-1897)
8 Pie Ricreazioni (1894-1897)

La piccola via

L'insegnamento di Teresa, conosciuto e apprezzato da una innumerevole ormai moltitudine di persone, e in moltissimi luoghi di questa nostra terra, si trova espressa bene in Storia di un'anima, da lei stessa scritta, come abbiamo detto.

Ogni santo, del resto, ha la sua particolare via, inconfondibile. Nella piccola Teresa di Lisieux la virtù caratteristica è lo spirito d'infanzia, che ha il suo fondamento nelle parole stesse di Cristo: "...se non vi convertirete e non vi farete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli; ...chi si farà piccolo come questo bambino, quegli sarà il più grande nel Regno dei Cieli!" (Matteo)

In effetti ciò che colpisce nella vita, negli scritti, nella santità di Teresa, è questo spirito d'infanzia, da cui essa fu profondamente animata. Esso si concreta in sentimenti tenerissimi di umiltà, di confidenza, di amore e di totale abbandono nelle mani di Dio.

Seguendo lo schema indicato da Pio XI, nel suo discorso pronunciato nel 1923 per l'approvazione dei miracoli della Santa, viene detto bene e chiaramente: "L'umiltà, la dolce e sincera umiltà del cuore, la fedeltà ai doveri del proprio stato, la disponibilità a tutti i sacrifici, l'abbandono fiducioso nelle mani e nel cuore di Dio e, soprattutto, la carità sincera, il reale amore verso Dio, la vera tenerezza verso Gesù Cristo, rispondente alla tenerezza ch'Egli ci ha testimoniato... è questa la via che, senza raggiungere le altezze alle quali il Signore ha condotto Teresa, è non solamente possibile, ma facile a tutti noi...".