Maria di Nazareth, Madre del Carmelo, modello di ogni chiamata.

Maria Madre di Gesù e Madre del Carmelo

Maria in primo luogo è la persona che si colloca dalla parte dei credenti; Ella è "la credente" (Lc 1, 45), la prima in ordine di tempo, che ha accolto la pienezza della Parola evangelica, e anche la prima che l'ha accolta e custodita come Gesù, Figlio del suo seno.

Maria, meditando la Parola della prima Chiesa, costituisce la memoria meditativa di ogni cristiano e per ciò stesso di ogni carmelitano.

Nella tradizione del popolo di Israele

La tradizione del Protovangelo di Giacomo, cioè di quello che si considera il libro della famiglia di Gesù, racconta che Maria venne portata al Tempio di Gerusalemme e vi rimase, frequentandovi la scuola, dai tre anni ai dodici anni.

Ella conosceva tutta la tradizione: lo dimostra bene il Cantico del Magnificat che ci ha lasciato. In Lei difatti si concentra e si esprime, come il frutto più maturo, tutta la storia antecedente del popolo dell'Alleanza.

In Lei fioriscono le Madri di Israele: Sara, Rebecca, Rachele, Lia ed anche le eroine del popolo di Israele: Mirjam, sorella di Mosè, Debora, Giaele, Giuditta, Ester e la madre dei sette fratelli del II libro dei Maccabei, 7, 20.

In Maria ancora sono presenti le donne favorite di una maternità straordinaria, che preludevano alla sua: la madre di Sansone, Anna e la ragazza vergine del libro di Isaia.
Nella tradizione della Chiesa

Secondo i Vangeli, Maria manifesta la vocazione prima e profetica della donna, così fortemente, se pur con una certa discrezione, messa in luce: Elisabetta la profetessa, Maria Maddalena, prima testimone della risurrezione, non creduta dagli apostoli e tante altre figure. Nell'anima di Maria si accende una radicale novità della fede, perché vi si celebra la Nuova Alleanza.

La prima comunità cristiana La denominò "la Via" perché, in quanto Madre di Gesù, Ella personifica il cammino più perfetto per giungere a Dio Padre.

Maria è infatti colei che provoca il primo miracolo di Gesù, fondamento della fede dei discepoli; è sempre Lei che sa trovarsi presente ai grandi eventi della salvezza: la morte crudele del suo Figlio e la nascita della Chiesa "dal sangue e dall'acqua", la Pentecoste e i primi passi della Chiesa perseguitata, ma vittoriosa.

Ella precede anche la risurrezione escatologica, cioè finale e conclusiva della storia, della Chiesa e dell'umanità intera.

Maria è come una Sposa resasi bella per il suo Sposo: è insieme il compimento, come abbiamo accennato già, del popolo di Israele e dell'inizio nuovo della Chiesa santa.

Se si osservano gli antichi affreschi, le antiche vetrate, fino alla fine del Medioevo, si noterà bene questa Maria, Madre di Gesù, circondata dai patriarchi, dai Re e dai profeti. E, se attraverso Gesù Ella appartiene all'albero di Jesse, il betlemmita, è però anche la Madre di tutte le Chiese dei gentili.

Maria è la donna che è piaciuta a Dio: Ella è la piena di grazia, che supera tutte le frontiere erette dal peccato e dalla stessa creazione. Quando lo Spirito Santo scende su di lei e la rende Madre, non la spoglia della sua condizione di Vergine, che diventa il segno di una totale appartenenza sponsale a Dio solo, ma rende questa sua verginità feconda.

Così Ella diviene l'icona del mistero dell'intera Chiesa, fatta di uomini e di donne: tutti con il destino di partecipare alla sua condizione sponsale. Maria porta in sé gli aspetti più dolorosi e sconcertanti del destino del popolo d'Israele e della Chiesa di Dio in Gesù Cristo.

Se a Maria nell'Annunciazione è stato rivelato il Figlio, Ella rimane in contatto con la Verità del suo Figlio solo nella fede, quindi conosce la particolare fatica del cuore, nel credere al grande mistero che in Lei e nella storia si incarna. Anche in questo ci è sorella carmelitana.

La Madre di Gesù

Nel Nuovo Testamento si dice semplicemente a proposito di Maria che Ella è la Madre di Gesù, perché è lo stesso nome di Gesù che qualifica l'accezione del termine "Madre".

Gesù infatti è un uomo ben conosciuto tra i suoi, ed è noto che in Oriente la donna viene designata come la Madre del primogenito figlio maschio. Ella, "beata perché ha creduto" (Lc 1, 45-48) diviene così, mettendo al mondo il Messia, il centro e il cuore della Chiesa e la madre di tutti i discepoli di Gesù. Maria di Nazareth diviene la vera madre dei viventi.

Maria è la donna che non è più, come nel libro della Genesi, vestita di foglie oppure di pelli per l'intervento di Dio, e neanche semplicemente nuda come alle origini, ma è rivestita di Sole, con la luna sotto i suoi piedi, proprio come la Sposa del Cantico, che partecipa delle vesti di Dio. La sua corona è formata da dodici stelle, cioè dalle dodici tribù del popolo di Israele; Ella è la nuova Eva e la figlia di Sion, ma è anche solidale sulla terra, con la Chiesa, Corpo mistico di Cristo, quel corpo iniziato nel suo corpo, con l'Annunciazione.

Tutta l'umanità partecipa del vestito di Sole della donna e ciascuno di noi deve riconoscersi in Maria. Ella quindi è al centro del grande segno dell'Apocalisse, in cui la vittoria su Satana viene riportata per mezzo del Sangue dell'Agnello.

Prima però di essere rivestito di Sole, il cristiano deve essere rivestito da un altro abito, per combattere nella storia: deve rivestirsi dell'armatura del Signore, proprio come dice la nostra Regola carmelitana.

Non bisogna mai deporre a terra lo scudo della fede e quella spada che è la Parola di Dio: qui si radica la fiducia profonda nella forza della preghiera che non cessa mai.

È Maria che precede nel cammino della fede il cammino della Chiesa. L'Apocalisse stessa ce la mostra solidale con "il resto della sua discendenza" alle prese con l'interminabile combattimento spirituale, verso le cose ultime della salvezza.

Ella ci risveglia a questo Avvenire di Dio, di cui siamo parte preziosa.