Gocce di spiritualità elisabettiana

"Una mamma dolce e severa a un tempo e che ha saputo plasmare così bene il mio carattere difficile" (Diario -D- 81).

"Io cercavo di trattenere quest'ultimo e sì lungo respiro! Protettore della mia infanzia... ti prometto che gli anni non cancelleranno il ricordo di un padre amato" (Poesia -P- 37).

"Oh mamma, Colui al quale mi hai data è Amore e Carità e m'insegna ad amare come lui, mi dà il suo amore per amarti!" (Lettera -L- 141).

"Più il buon Dio chiede, più porta e dona" (L 143).

"Sappi bene che colui che mi ha presa tutta per sé, mi conserva tutta per te" (L 148).

"Mi sembra di amarti come si ama in cielo, che non ci possa essere separazione tra la mia mammina e me, perché Colui che possiedo dimora in lei e noi siamo così vicine" (L 170).

"Ti posso dire che quando stavo accanto a te non sapevo di amarti tanto. Mi sembra che il cuore, che Dio ha fatto così amante, si sia dilatato" (L 265).

"Vedi mi sembra che il mio amore per te non sia soltanto quello di una bimba per la migliore delle mamme, ma anche quella di una mamma per la sua figliolina" (L 273).

"Anche quando si è contrariati, si può essere ugualmente felici. Bisogna sempre guardare al buon Dio. Agl'inizi bisogna fare degli sforzi poiché si sente tutto ribollire in sé, ma lentamente, a forza di pazienza e con l'aiuto del buon Dio, si viene a capo di tutto" (L 123).

"Com'è difficile sopportare i differenti caratteri! Un santo l'ha chiamato il fiore della carità. D'ora innanzi, o mio Gesù, non uscirà dalla mia bocca una parola contraria al prossimo; lo scuserò sempre, e, ingiustamente accusata, penserò a Voi, e saprò tutto sopportare senza lamentarmi" (P 49).

"Lei vorrebbe essere tutta sua, sia pur restando nel mondo, e ciò è molto semplice: egli è sempre con lei, sia sempre con Lui, attraverso le sue azioni, le sue sofferenze, anche quando il suo corpo è spezzato, rimanga sotto il suo sguardo, lo veda presente, vivente nella sua anima" (L 138).

"Quando il cuore è perso, cosa può venire a distrarlo? Il rumore sfiora solo la superficie, ma nel profondo non c'è che Lui" (L 50).

"Grazie, mio Dio, grazie dal profondo del cuore per avermi mostrato fin dalla giovinezza la verità delle cose di questo mondo, grazie per avermi attirato a te" (D 54).

"Si pensa che nel chiostro non si sappia più amare, ma è tutto il contrario e, per parte mia, non ho avuto mai più affetto che ora" (L 290).

"Dopo la comunione, possediamo tutto il cielo nella nostra anima, eccetto la visione!" (L 87).

"Riceverti ogni giorno e poi, da una comunione all'altra, vivere unita a te, in intimità, questo è il paradiso sulla terra!" (D 149).

"Pur nelle lacrime, io sento una calma, una dolcezza infinita. Ecco il segreto: dimenticarsi, abbandonarsi" (L 333).

"Colui che non cambia mai: ti ama oggi come ti amava ieri, come ti amerà domani" (L 257).

"Ecco ciò che egli ci chiede: l'amore che non pensa più a sé, ma si dimentica, sale più in alto dei suoi sentimenti, delle sue impressioni" (L 121).

"Quando il presente era così doloroso e l'avvenire mi appariva ancora più oscuro, chiudevo gli occhi e mi abbandonavo come un bambino nelle braccia di quel Padre che è nei cieli" (L 129).

"Quando la nostra anima sa credere a questo amore troppo grande che la investe, si può dire ciò che è detto di Mosè: fu costante perché vedeva l'invisibile" (Il Cielo nella Fede -CF- 20).

"Frutto del nostro amore sia l'abbandono" (L 168).

"Nei momenti in cui il coraggio deve farsi più forte per il sopraggiungere di una prova bisogna ricordarsi che: C'è un cuore di madre in cui puoi andare a rifugiarti, è quello della Vergine. Esso ha conosciuto tutti i tormenti, tutti gli strazi, eppure resta sempre calmo e forte perché appoggiato a quello del suo Cristo" (L 134).

"Siamo semplici... sempre nell'abbandono..., facendo la volontà del buon Dio senza ricercare cose straordinarie. Al mattino svegliamoci nell'amore, tutto il giorno abbandoniamoci all'amore, cioè adempiamo la volontà del buon Dio, sotto il suo sguardo, con lui, in lui, per lui solo. Quando poi viene la sera, dopo un dialogo d'amore che non è mai cessato nel nostro cuore, addormentiamoci nell'amore. Forse vedremo delle colpe, delle infedeltà: abbandoniamole all'amore: è un fuoco che consuma, facciamo così il nostro purgatorio nel suo amore!" (L 172).

"Ama la tua miseria, perché su di essa Dio esercita la sua misericordia e quando la vista di questa miseria ti getta nella tristezza che ti fa ripiegare su te stessa, questo non è che amor proprio" (L 324).

"Quando ci si presenta una grande sofferenza o un piccolo sacrificio, pensiamo subito che è la nostra ora, l'ora in cui possiamo provare il nostro amore a Colui che ci ha troppo amato" (L 308).

"Quando si vede tutto ciò che egli ha sofferto per noi nel suo cuore, nella sua anima, nel suo corpo, si avverte il bisogno di ricambiargli tutto questo; sembra che si vorrebbe soffrire tutto ciò che egli ha sofferto" (L 317).

"Oh, sapesse come si vive di fede al Carmelo, come l'immaginazione e il sentimento sono esclusi dal nostro rapporto con Dio!" (L 323).

"La mia felicità cresce sempre più, assume proporzioni infinite come Dio che è una felicità infinita, così calma, così dolce. Vorrei donarti il mio segreto: la fede. La verità ha detto nel vangelo: "Rimanete in me come io in voi" (Gv 15, 4). Allora con tutta semplicità, la carmelitana obbedisce ad un comandamento così dolce e vive nell'intimità con Lui che dimora in lei, che le è più presente di quanto non sia essa a se stessa. Tutto questo, mamma cara, non è sentimento né immaginazione: è fede pura" (L 239).

"Sii consolidata nella fede, cioè non agire se non sotto la grande luce di Dio, mai secondo le impressioni o l'immaginazioni. Credi che egli ti ama, che vuole aiutarti nelle lotte che devi sostenere. Credi nel suo amore, al suo eccessivo amore" (CF 11).

"Ho tentato di balbettare cosa significa amare: per me è la scienza dei santi e non voglio conoscerne altra" (L 235).

"E pensare che Dio ci ha tanto amati, mentre ci sono anime che si chiudono all'azione di questo amore!" (L 185).

"Cosa importa cosa sentiamo? Lui è l'immutabile, Colui che non cambia mai: ti ama oggi come ti amava ieri, come ti amerà domani" (L 298).

"Mi sembra che l'anima più debole, perfino la più colpevole, sia quella che ha più motivi per sperare e che l'atto che ella compie per dimenticarsi e gettarsi nelle braccia di Dio lo glorifichi e lo riempia di gioia più di tutti i ripiegamenti su se stessa e ogni altro esame che la fa vivere con le proprie infermità, mentre essa possiede in se stessa un Salvatore che la vuole purificare in ogni momento. Non dica che questo è troppo per lei, che è troppo miserabile, perché al contrario è una ragione in più per andare verso Colui che salva. Non è guardando alla nostra miseria che saremo purificati, ma guardando a Colui che è tutto purezza e santità" (L 249).

"Bisogna cancellare la parola scoraggiamento dal tuo vocabolario d'amore; più senti la tua debolezza, la difficoltà a raccoglierti, più il Maestro sembra nascosto, più devi rallegrarti perché allora tu dai a Lui, e non è forse meglio dare che ricevere quando si ama?" (L 298).