Il Carmelo di Teresa di Gesù

Dalle "Opere" di Santa Teresa di Gesù

Noi che portiamo questo sacro abito del Carmelo, siamo chiamate all'orazione e alla contemplazione perché in ciò è la nostra origine e siamo progenie di quei santi Padri del monte Carmelo che in grande solitudine e nel totale disprezzo del mondo cercavano questo tesoro, questa preziosa margherita (della contemplazione).

Ricordiamoci dei nostri Padri, di quei santi eremiti di altri tempi, di cui pretendiamo di imitare la vita! Quanti e quali dolori soffrirono essi nella loro solitudine! Teniamo presenti i nostri veri fondatori che sono quei santi Padri dai quali discendiamo e che, come sappiamo, ginsero al godimento di Dio per la strada della povertà e dell'umiltà.

Sento dire alle volte, quando si parla del principio degli Ordini religiosi, chi Dio faceva maggiori grazie a quei nostri antichi santi perché dovevano essere di fondamento. Sì, è vero, ma non si deve dimenticare che, rispetto a coloro che verranno dopo, sono pure di fondamento quelli che vivono oggi. Se noi di oggi conservassimo il fervore degli antichi e altrettanto facessero i nostri successori, l'edificio si manterrebbe sempre saldissimo. Che mi giova avere antecessori santi se io sono così misera da rovinare l'edificio con le mie cattive abitudini, giacché è evidente che i nuovi venuti più si modellano su quelli che vedono, che non su quelli passati da molti anni? Curioso davvero che ne incolpi il fatto di non essere stata delle prime! Perché non pensare, piuttosto, che la mia vita e le mie virtù sono molto diverse da quelle di coloro a cui Dio faceva tali grazie?

Chi vede il proprio Ordine andar perdendo in qualche cosa, procuri di divenire pietra così forte da rialzare l'edificio. E il Signore l'aiuterà.

Vi supplico, per amor di Dio, d'aver sempre innanzi la rapidità con cui tutto finisce, la grazia che il Signore ci ha fatto nel chiamarci in quest'Ordine e il terribile castigo che si attirerebbe in capo chi cominciasse a introdurre qualche rilassamento. Si fissino gli occhi sulla stirpe di quei santi Profeti da cui discendiamo. Quanti santi in cielo portarono il nostro abito! Nutriamo la santa presunzione di renderci con la grazia di Dio non da essi dissimili! La lotta è breve e la ricompensa è eterna. Trascuriamo queste cose terrene che sono un nulla per occuparci di quelle che più ci avvicinano al fine che non ha fine, e meglio ci aiutano ad amare e servire Colui che vivrà per tutti i secoli.

(Castello Interiore, V, 1, 2; Cammino di Perfezione 11, 4; Fondazioni 14, 4; 4, 6.7; 29, 33).